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	<title>Tennis Passion</title>
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		<title>Le pagelle 2009 dei tennisti e delle tenniste italiane</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 23:50:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con l&#8217;uscita di scena di Andreas Seppi in quel di Parigi nell&#8217;ultimo Masters 1000 della stagione, si conclude un&#8217;annata di alti e di bassi per il tennis azzurro. Con una sempre più grande  distinzione tra i meriti del movimento femminile e i demeriti di quello maschile.

Appare sempre più chiaro che il tennis in gonnella è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: left;">Con l&#8217;uscita di scena di Andreas Seppi in quel di Parigi nell&#8217;ultimo Masters 1000 della stagione, si conclude un&#8217;annata di alti e di bassi per il tennis azzurro. Con una sempre più grande  distinzione tra i meriti del movimento femminile e i demeriti di quello maschile.</h4>
<p style="text-align: left;"><span id="more-155"></span></p>
<p style="text-align: left;">Appare sempre più chiaro che il tennis in gonnella è l&#8217;unico traino che questo sport stà offrendo attualmente a sè stesso nel nostro paese. Di seguito le mie personali pagelle ai protagonisti di questa stagione.</p>

<p style="text-align: left;"><strong>Andreas Seppi</strong><br />
Ci sono alcuni aspetti, ritenuti fondamentali nel tennis, che accomunano Andreas Seppi con il suo amico Simone Bolelli e non è la loro più che apprezzabile amicizia ma quell&#8217;elemento troppo spesso determinante che prende il nome di &#8220;mentalità&#8221;. Andreas è un professionista impeccabile, ineccepibile e assolutamente oculato nelle scelte, negli allenamenti, nelle decisioni da prendere e raramente emerge il contrario di quella che tutti gli riconoscono come una professionalità fatta di lealtà e diligenza. Eppure dietro a questo suo modo di vivere il tennis spesso si nota la mancanza di un tassello fondamentale nel puzzle che compone la grandezza di un campione: l&#8217;istinto killer. Quella abilità cioè, di saper sfruttare l&#8217;occasione quando si presenta. Se una critica si può muovere al bravo tennista di Bolzano forse è proprio questa mancanza psicologica &#8211; caratteriale che a volte può determinare l&#8217;esito di un incontro, di un torneo e forse anche di un&#8217;intera carriera. Già perchè troppo spesso abbiamo assistito a partite, giocate dal bolzanino alla pari con i top-players e perse solo per un soffio.  In tal senso, le vittorie di prestigio oltre che migliorare la propria classifica fanno anche morale e costruiscono la motivazione e la certezza mentale, non solo di potersi sentire all&#8217;altezza della situazione, ma anche di potersela giocare in ogni contesto ci si trovi. L&#8217;altra mancanza di cui soffre Andreas  e che continua ad emergere, è anche la discontinuità di risultati che purtroppo a volte si palesa attraverso degli avvii di match negativi al limite dell&#8217;incredibile, che finiscono per annullare le sue effettive chance di vittoria. Personalemnte la cura di questo male sportivo, la andrei a ricercare di nuovo sotto la voce &#8220;mentalità&#8221;. Riuscire  finalmente a vincere partite di un certo calibro infatti,  farebbe senza dubbio da stimolo psicologico per sviluppare la mentalità vincente.<br />
La stagione di Andreas ha avuto almeno tre acuti nei risultati, due semifinali negli ATP di Umago e Belgrado e una vittoria nel challenger di San Marino. Quella di partecipare al torneo del Titano è stata una scelta contestata nell&#8217;ambiente tennisitco per una colpevole mancata trasferta sul cemento americano ma che comunque gli ha fruttato punti importanti e sopratutto morale, senza il quale è difficile sperare di vincere sia in Italia contro avversariodi basso livello che in America contro i top players.<br />
Per Andreas la prossima stagione si preannuncia ancora una volta importante per determinare la sua reale dimensione nel panorama del tennis mondiale. Anche se attualmente è sceso in classifica, in realtà Seppi ha tutto per poter competere ad alti livelli e se solo riuscisse a vincere qualche punto in più nei momenti che contano la sua carriera potrebbe finalmente virare verso i lidi tanto attesi e sperati. Ce lo auguriamo tutti e speriamo che ciò possa già accedere nella prossima trasferta Australiana.<br />
<strong>Voto: 5</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Simone Bolelli</strong><br />
Chiamato all&#8217;ennesimo anno della sua esplosione, il talentuoso tennista di Budrio è purtroppo incappato in un&#8217;altra stagione decisamente negativa, che di certo ne rallenta un&#8217;ascesa che in più riprese e contro avversari di rango, ha dimostrato di poter ampiamente meritare.<br />
Ma il buon Simone non deve cedere alle lusinghe della disperazione e sentirsi definitivamente fuori dal tennis che conta. Assolutamente no, sarebbe un errore gravissimo. I colpi ormai gli appartengono e il suo gioco, piatto, profondo e graffiante può mettere in difficoltà chiunque, top players compresi. Quel che casomai manca, al ragazzo di Budrio è quella &#8220;voglia matta&#8221;, quella determinazione &#8220;assatanata&#8221; di vincere che permette nei match che contano, non solo di non aver paura, ma sopratutto di aggredire l&#8217;avversario con determinazione facendo sentire nei momenti topici il proprio peso non solo tennistico ma anche e sopratutto psicologico; e  nei match meno importanti di far capire all&#8217;avversario che di fronte a lui ha un giocatore che quando vuole lo può castigare, minandone le proprie velleità e convinzioni.<br />
Simone come detto, ha tutto per poter ambire a piazze e a tornei di prestigio. Quel che fà la differenza ora e sempre nella vita e sopratutto nel tennis, è la determinazione al raggiungimento di un obiettivo. Se il giocatore rimarrà concentrato e crederà con tutto se stesso di poter arrivare dove sogna, avendo già il background costruito per lo scopo, ci arriverà. Quest&#8217;anno è stato come detto un anno deludente dove purtroppo non è riuscito a superare più del terzo turno nei tornei che ha disputato. Ha dovuto sopportare tutta la diatriba onestamente poco edificante con la Federazione, passare per la  chiusura con il suo coach storico Pistolesi e per la seguente riamminssione nella squadra di Davis; nel frattempo si è felicemente sposato e ha cambiato allenatore entrando nella scuderia di Piatti e tutto è fuggito via senza un acuto, come se il tennis, in fondo, fosse passato quasi in secondo piano. Sicuramente non è andata così, nessun tennista in cuor suo vorrebbe mai perdere, ma tutti questi avvenimenti lo hanno certamente distratto e non lo hanno aiutato a trovare quella calma e  quella determinazione necessaria per esprimersi al meglio delle proprie possibilità. Durante certe uscite, era evidente che qualcosa di esterno al tennis lo tormentava. Se il ragazzo è una persona sensibile, sono quanto mai comprensibili le sue difficoltà nel ritrovare la pace interiore smarrita. Ma ora che l&#8217;anno è finito, un nuovo inizio lo attende. Con il nuovo coach, la moglie, la maglia azzurra ritrovata e un nuovo tour alle porte, tutti noi speriamo e auguriamo a Simone un pronto ritorno al tennis che conta. Ci può arrivare e ci deve credere ora più che mai.<br />
<strong>Voto: 4</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Fabio Fognini</strong><br />
Dopo aver parlato del classico &#8220;vorrei ma non riesco&#8221; finalmente passiamo ad un più positivo &#8220;vorrei e ci stò provando&#8221; e spostiamo così  l&#8217;attenzione su di un giovane ragazzo che dopo tanto girovagare, dopo tanti infortuni e dopo tante prove sembra fnalmente vicino al momento della sua esplosione. Fabio Fognini ha 22 anni e se tennisticamente in Italia esiste un&#8217;età nella quale poter esplodere senza perdere treni importanti, questa attualmente sembra essere l&#8217;età del tennista di Sanremo. Certo non sono i 18 anni di Nadal o i 20 di Djokovic ma da queste parti ci accontentiamo, purchè esploda e faccia parlare di sè. Il talentuoso ragazzo ligure quest&#8217;anno è riuscito a migliorare la sua classifica di una trentina di posti e a chiudere così l&#8217;annata a ridosso dei primi 50 tennisti del mondo, un buon viatico per la prossima annata nella quale si spera ci siano meno qualificazioni e più partite nei tabelloni che contano.<br />
Anche per lui spesso si parla di limiti caratteriali da non ricercare stavolta nella mentalità che sembra esserci tutta, quanto nella condotta morale che nel caso dei due tennisti di cui sopra invece risulta irreprensibile. Fabio infatti soffre troppo spesso di atteggiamenti poco professionali che in alcuni frangenti lo spingono a scatti d&#8217;ira che lo portano a rompere racchette o ad atteggiamenti al limite dell&#8217;indisponenza. Aldilà di questi aspetti, tutti da migliorare, il giovane tennista sembra essere dotato dei colpi necessari e sopratutto di un talento cristallino che spesso è riuscito a mettere in mostra con colpi di alta classe. I risultati di questa stagione parlano di una brillante semifinale raggiunta nel torneo ATP di Stoccarda, un terzo turno al Masters Series di Montecarlo (dove perse 76 64 da Murray), moltissime qualificazioni vinte (tra cui il Roland Garros), diversi &#8220;scalpi&#8221; importanti (tra cui quello su Davydenko) e una vittoria al challenger di San Benedetto. Ad oggi Fabio può pensare con un certo ottimismo alla prossima stagione dove potrà cercare conferme a questa positiva stagione e sopratutto tentare la scalata definitiva verso il tennis che conta. Tutti noi ce lo auguiamo, insieme a lui.<br />
<strong>Voto: 6,5</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Potito Starace</strong><br />
Parlare del buon &#8220;Poto&#8221; non è mai cosa facile perchè ormai è diventato una sorta di portabandiera azzurra; il suo modo di vivere il tennis e il suo carattere positivo e gioviale, spesso lo tengono al riparo da eventuali critiche, che invece possono e devono esserci. Sopratutto se parliamo di un giocatore che in più di una circostanza, durante la sua buona carriera, è riuscito a disputare incontri di un livello e di una intensità elevatissima contro i più forti giocatori del mondo. Come non ricordare per esempio le partite perse (perchè sempre così và a finire purtroppo) contro Nadal o contro Federer o contro Murray giocate con la testa, lo spirito da guerriero e le super smorzate millimestriche che solo lui sà fare? La critica da muovere in questo caso semmai è quella di non aver saputo sfruttare a pieno durante la sua carriera tutte le sue enormi potenzialità che avrebbero invece potuto proiettarlo verso risultati ben più prestigiosi di quelli che custodisce attualmente in bacheca. Il suo best ranking è fermo al n.27 e sinceramente fà un pò rabbia perchè avrebbe potuto ottenere molto di più. Starace quest&#8217;anno ha disputato la tipica stagione alla &#8220;poto&#8221; vale a dire tutta incentrata sull&#8217;amata terra battuta (sopratutto europea) dove nel circuito Challenger ha potuto raccogliere il solito bottino di punti e a una vittoria in quel di Torino. A livello ATP ha raccolto veramente pochino ma l&#8217;augurio, anche nel suo caso, è quello di poterlo vedere finalmente esplodere davanti ad una platea importante per raggiungere finalmente i traguardi di cui lui può essere capace. Ricordo in tale senso un&#8217;affermazione di un paio di stagioni fà nella quale il bravo campano diceva che aveva vosglia di dimostrare al mondo intero di che pasta era fatto. Allora Potito, hai ancora voglia di dimostrarlo? Coraggio, la nuova stagione è alle porte! Non risparmiarti in energie e in coraggio perchè spesso è proprio l&#8217;esperienza l&#8217;arma in più per vincere e tu, insieme al talento ne hai da vendere.<br />
<strong>Voto: 5</strong><br />
<strong><br />
Flavio Cipolla</strong></p>
<p style="text-align: left;">Cosa si può dire ad un ragazzo come Flavio se non esternare tutta l&#8217;ammirazione e la più sincera meraviglia per quanto è riuscito a fare? Nel tennis moderno essere dotato di un fisico leggero e non da corazziere-bombardiere è un elemento che può determinare con una certa precisione un futuro nelle retrovie. Invece Flavio con coraggio, determinazione e una incrollabile volontà ha iniziato contro tutti e contro tutto a mietere risultati di tutto rispetto, e piano piano a scalare la classifica mondiale fino a raggiungere il suo best ranking fermo dal luglio scorso alla poltrona n.99 della classifica ATP. Probabilmente questo potrebbe essere stato il suo momento migliore, l&#8217;apice di quanto di meglio ha potuto estrarre da se stesso e dal suo tennis fatto di varianti, tagli e rifiniture d&#8217;altri tempi ma allo stesso modo così bello e divertente da rimpiangerne la sua scomparsa a favore degli attuali &#8220;fabbri&#8221; da fondo campo. In questa stagione il buon Flavio ha ottenuto ottimi risultati a inizio anno quando prima a Chennai e poi agli Australian Open ha superato, qualificazioni comprese, diversi turni battendo anche giocatori di una certa caratura come Wawrinka e Tursunov. Poi si è qualificato a Dubai e al Master Series di Montecarlo battendo Nieminem e Starace e più tardi ha ottenuo un quarto di finale nel torneo ATP di Belgrado. Da qui è sceso il buio che ne ha rallentato l&#8217;ascesa e sono arrivati invece  una serie infinita di primi turni dovuti probabilmente a dei fastidiosi dolori al polso e agli adduttori, dei quali non si è più liberato. Ciò non gli ha però impedito come detto, di fare best ranking e di guadagnarsi successivamente la meritata convocazione per la Coppa davis.<br />
Anche a lui auguriamo il meglio per la prossima stagione, che certo inizierà in salita per i punti importanti in scadenza ma se siamo tentati di dire che &#8220;tanto non riuscirà più a risalire&#8221; allora pensiamo un attimo a quante volte invece ha saputo sorprenderci regalandoci momenti di grande gioia sportiva, fosse soltanto per la simpatia e la limpidezza di un ragazzo semplice che ama come tutti noi questo meraviglioso sport.<br />
<strong>Voto: 7,5</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Paolo Lorenzi</strong><br />
Come non citare questo meraviglioso tennista nelle pagelle di fine anno? Il suo attuale ranking parla di una posizione assolutamente sorprendente, a ridosso dei primi quattro d&#8217;Italia e di una stagione costellata di ottimi risultati e di continue conferme e vittorie. Come per il già citato Flavio Cipolla, anche per lui si può parlare di una grande sorpresa e di come, in fondo, la passione possa sempre portarti lontano a dispetto di tutto. Attualmente alla poltrona numero 83, l’anti-divo del tennis “minore” italiano (così è stato ribattezzato) ha saputo con continua e lucida determinazione costruirsi un gioco concreto e solido che, pur senza brillare in termini assoluti, riesce lo stesso ad offrire quanto basta per giocare e vincere i tornei del circuito Challenger. Così quest&#8217;anno il bravissimo tennista di Siena ha saputo raggiungere per ben 7 volte la finale in altrettanti tornei, riuscendo a trionfare in ben quattro circostanze e arricchendo il tutto con  qualche &#8220;scalpo&#8221; di prestigio come quelli di Philipp Petzschner, Yen-Hsun Lu e Guillermo Canas. Una stagione quindi assolutamente esemplare che di fatto potrebbe finalmente spalancargli, le porte di un altro mondo ben più luminoso ma anche difficile, il mondo del tennis che conta, il mondo del tennis della grandi platee a cui ogni tennista giustamente ambisce. Il prossimo anno sarà dunque un banco di prova importante e fondamentale per Lorenzi perchè dovrà dimostrare di saper rimanere tra i primi 100 giocatori del mondo cercando possibilmente, di raccogliere i punti nei tornei che contano dove anche solo un terzo turno può valere quanto un intero torneo minore, dove una vittoria di prestigio lusinga una carriera intera e dove giocano i più grandi tennisti della propria epoca.<br />
L&#8217;augurio quindi è quello di vedere il bravo Paolo mantenere il suo status attraverso delle prove convincenti nei tornei ATP con la sua proverbiale capacità di ribattere colpo su colpo, di lottare su ogni palla, di rincorrere la vittoria e il sogno di una carriera finalmente sotto i riflettori (degli appassionati). E magari di tingere il tutto di azzurro.<br />
<strong>Voto: 8</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Flavia Pennetta<br />
</strong>La regina del tennis Italiano. Semplicemente colei che da sola ha tenuto in vita tutto il movimento tennistico Italiano attraverso il coraggio, la volontà, la determinazione, affrontando e vincendo ogni sfida, anche quelle più difficili e apparentemente impossibili da raggiungere. Flavia Pennetta è tutto questo e quest&#8217;anno si è finalmente presa tutto quello che ha potuto e lo ha fatto vincendo meritatamente sul campo, conquistando ogni singolo punto e ogni singola vittoria col sudore e con quella voglia matta della quale lei sì, ne è in totale possesso. Di questa pazza pazza pazza e memorabile stagione ricorderemo almeno tre eventi: la vittoria in estate al prestigioso torneo di Los Angeles, l&#8217;essere salita &#8211; prima tra le tenniste italiane di ogni epoca &#8211; al numero 10 della classifica mondiale e il trionfo finale in Federation Cup insieme alle colleghe Italiane. E poi come non ricordare tutto il resto della stagione costellata da buonissimi risultati (e da memorabili &#8220;scalpi&#8221;) come i quarti di finale agli Us Open, le semifinali nei tornei di Linz, New Haven, Cincinnati, Stoccarda e Bastad, la vittoria di Palermo e la finale di Acapulco. Insomma Flavia si è finalmente consacrata tra le top players con un gioco tutta grinta, coraggio e determinazione (memorabile il match vinto contro la Zvanareva dopo aver annullato ben 6 match point alla russa che poi è letteralmente franata per non dire  &#8220;impazzita&#8221;) che, a dispetto dell&#8217;età gli ha permesso di raggiungere traguardi ragguargevoli e assolutamente impensabili solo qualche stagione fà, quando tutto sembrava volgere al peggio.<br />
La prossima stagione Flavia è chiamata a confermare quanto di buono fatto, non sarà una stagione facile non solo per la quantità di punti che dovrà difendere ma anche perchè nel frattempo sono tornate sulla scena molte interpreti di livello che si erano ritirate come La Clijsters, la Henin e la Sharapova che ben presto torneranno ai loro posti nel ranking.<br />
Adesso però, con tutti questi successi raggiunti speriamo che la Pennetta possa essere da esempio e possa fungere da traino per tutto il movimento tennistico italiano, sopratutto per coloro che hanno bisogno di poter vedere davanti ai loro occhi un sentiero da seguire, un esempio da emulare, una campionessa da ammirare. Grazie Flavia.<br />
<strong>Voto: 10</strong><em> e lode<br />
</em></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Francesca Schiavone</strong><br />
Si potrebbe pensare che da qualche tempo a questa parte la leonessa viva all&#8217;ombra della Pennetta. Se da una parte  i risultati straordinari, le vittorie e il clamore non solo mediatico che hanno seguito le imprese della brindisina hanno finalmente riaccesso i riflettori sul tennis italiano, dall&#8217;altra hanno senza dubbio spostato l&#8217;interesse generale lontano da altre tenniste che, come lei, hanno invece lottato e contribuito negli anni alla crescita di questo meraviglioso sport. Magari è anche vero che la Schiavone possa essersi sentita d&#8217;un tratto, un pò soffocare dall&#8217;ombra della campionessa brindisina ma se questo poi ha portato a vivere le sfide del tennis con rinnovata energia e voglia di fare, allora ancora una volta il tennis femminile ci può donare un&#8217;altra meravigliosa favola da raccontare. Già perchè poi la leonessa, forse pungolata o forse no da questa rivalità, ha iniziato a raccogliere successi e a ritrovare quella proverbiale grinta che ultimamente gli era mancata. Così questa estate  l&#8217;abbiamo ammirata gioire e soffrire nel torneo più prestigioso del mondo, quello di Wimbledon, dove sulla sacra erba inglese è riuscita ad issarsi fino ai quarti di finale e poi ancora a fine stagione l&#8217;abbiamo vista trionfare in quel di Mosca dove è tornata finalmente alla vittoria 2 anni dopo l&#8217;ultima affermazione.  La vittoria alla Fed Cup è infine arrivata a coronare una stagione assolutamente da incorniciare, anche per lei che non può e non deve essere dimenticata ma casomai affiancata al nome della Pennetta.<br />
La prossima stagione Francesca è chiamata anche lei a difendere i tanti punti conquistati ma a dispetto della brindisina il suo impegno è meno gravoso. Certo, l&#8217;età un pò si fà sentire ma non è mai troppo tardi, sopratutto quando sia ha dalla propria l&#8217;esperienza, per sperare in qualche grande altra soddisfazione magari in uno slam, magari per superare Flavia laddove ancora non è riuscita.<br />
<strong>Voto: 8,5</strong></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #0000ff;"><strong>Gianluca Storani</strong></span><strong> <span style="color: #ff6600;">@</span><a href="http://www.giast.com/tennispassion/">TennisPassion</a></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><br />
</strong></p>

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		<title>Il calendario del tennis è tutto da rifare. Il modello US Open Series.</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 16:57:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nonostante nella parte finale di stagione si disputino eventi anche importanti come i due Master Series di Shanghai e di Parigi Bercy e infine la Master Cup e la finale di Davis, ritengo che il calendario debba essere quanto prima rivisto e aggiornato dall&#8217; ATP seguendo i ritmi del tennis moderno.
Sono oltre modo sotto gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Nonostante nella parte finale di stagione si disputino eventi anche importanti come i due Master Series di Shanghai e di Parigi Bercy e infine la Master Cup e la finale di Davis, ritengo che il calendario debba essere quanto prima rivisto e aggiornato dall&#8217; ATP seguendo i ritmi del tennis moderno.</h4>
<p style="text-align: left;"><span id="more-143"></span>Sono oltre modo sotto gli occhi di tutti i continui infortuni che flagellano da anni i top players e non solo. I giocatori più quotati, che naturalmente più degli altri rimangono fino in fondo nei tabelloni dei tornei, sono i primi che rischiano di infortunarsi, che sollecitano il proprio fisico a continui sforzi durante tutto l&#8217;arco dell&#8217;anno, per settimane intere e magari affrontando ore ed ore di battaglia su superifici sempre diverse. Senza contare in tutto questo la Coppa Davis, che torneo canonico non è, ma che assume il suo bel peso per impegno, prestigio, stress fisico-mentale, cambi di ambiente e superficie e appunto, posizione nel calendario. <span style="color: #0000ff;">La stagione tennistica è forse in assoluto tra le più dure<span style="color: #0000ff;">,</span></span><span style="color: #0000ff;"> fitte </span><span style="color: #0000ff;">e senza soluzione di continuità di tutti gli sport</span> se è vero che inizia il 4  Gennaio con i tornei di Bribane, Chennai e Doha e finisce il 4 dicembre con la Master Cup, un intero anno solare fitto di tornei di ogni genere e rango.</p>
<p style="text-align: left;">

</p>
<p style="text-align: left;">Non v&#8217;è dubbio che tutti questi impegni non fanno altro che portare i giocatori ad un pericolo infortunio quanto mai serio e secondo me evitabile se solo ci si rendesse conto dei perchè tutto questo accade. Ma in attesa che, dai vertici ATP,  qualcosa si muova, và da sè che assume grande importanza per i giocatori, non solo di avere una preparazione fisica adeguata a sopportare stress continui e prolungati di questo genere ma anche e sopratutto di <span style="color: #0000ff;">imparare a stilare una programmazione quanto mai risoluta e oculata</span> capace di attraversare un&#8217;intera stagione senza patire risentimenti fisici di qualche natura derivante dal troppo stress.</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;infortunato più recente è il nome <a href="http://www.giast.com/tennispassion/grande-slam/e-adesso-chiamatelo-del-power.html">nuovo</a> del tennis mondiale Juan Martin Del Potro ma quello più illustre senza dubbio è Rafael Nadal che dopo il guaio esploso con fragore allo scorso Roland Garros, del quale ancora non si è purtroppo <a href="http://www.giast.com/tennispassion/atp-masters-1000/il-rientro-di-rafael-nadal-un-fuoriclasse-di-cui-il-tennis-non-puo-fare-a-meno.html">ripreso</a> del tutto, non ha più potuto nascondere gli errori commessi in questi anni in fase di programmazione. La sua continua presenza in un calendario così fitto, al quale lui non si è mai peraltro sottratto sopratutto nell&#8217;amata terra rossa europea, piano piano <span style="color: #0000ff;">l&#8217;ha portato ad un logorio muscolare troppo pesante per poter sperare di uscirne indenne</span>.  D&#8217;altra parte c&#8217;è un perchè se Roger Federer ormai da tempo ha deciso di giocare solo i tornei più importanti aggiungendo nella sua personale scaletta annuale soltanto il torneo di casa, qualche esibizione e al più un paio di match di Davis  e così la pensano più o meno tutti i top player, preoccupati, a sentir loro, più di non infortunarsi che di scendere in campo per giocare e magari divertirsi e divertire i presenti.</p>
<p style="text-align: left;">Io credo che se ci fosse una distribuzione degli eventi più moderna e al passo coi tempi e con i ritmi frenetici del tennis di oggi, tutto il movimento tennisico mondiale ne trarrebbe grandi vantaggi. Di fatto il tennis negli ultimi anni si è evoluto talmente tanto in una certa direzione che ad oggi è diventato uno sport dove la potenza fisica è irrimediabilmente <span style="color: #0000ff;">una componente fondamentale se non discriminante per la riuscita di una buona carriera di livello</span>. A questa progressiva crescita dell&#8217;esplosione fisica non ha però fatto seguito, a livello dirigenziale-organizzativo, un&#8217;adeguata decrescita degli eventi dove giocare, sicchè i giocatori oggi sembrano non riuscire più a recuperare le giuste forze e, chiamati a giocare tornei su tornei, sono costretti a chiedere al proprio fisico di più del dovuto e questo spesso provoca loro infortuni anche gravi, come quello appunto occorso a Rafael Nadal.</p>
<p style="text-align: left;">Da par mio non dico che sarebbe una buona idea quella di cancellare, di eliminare o declassare gli attuali tornei presenti in calendario per poterlo così ridurre. Sarebbe invece da pensare le varie fasi della stagione tennistica <span style="color: #0000ff;">come a dei contenitori di tanti singoli eventi</span>. Ogni contenitore ha uno svolgimento massimo che si aggira entro e non oltre i tre mesi di tempo e tra la fine di un contenitore e l&#8217;altro si gioca la Coppa Davis. I tornei all&#8217;interno del contenitore condividono con gli altri la stessa superficie e lo stesso continente. Questi ipotetici due mesi iniziano con i tornei minori, si protraggono in una progressiva escalation con gli ATP 500 e i Master 1000 e infine  si concludono con il major event che è la prova dello slam su quella superficie. Un qualcosa del genere <span style="color: #0000ff;">è stato già pensato e anche organizzato in America durante l&#8217;estate con gli &#8220;US Open Series&#8221;</span> che si giocano tutti tra gli USA e il Canada, tutti sul cemento e si concludono con il major event di Flushing Meadows a New York.</p>
<p style="text-align: left;">Sarebbe molto bello, secondo me, riorganizzare un calendario su quel modello, perchè con ogni probabilità significherebbe non solo terminare tutti i tornei in calendario entro la fine del mese di settembre ed entro ottobre di disputare il Master e la finale di Davis ma anche e sopratutto di <span style="color: #0000ff;">evitare gli infortuni dei giocatori che poi sono coloro che garantiscono spettacolo e popolarità a questo fantastico sport</span>. I tennisti infatti  sarebbero invitati a giocare per tre mesi su una sola superficie (erba a parte), in un solo continente e gestendo una programmmazione di al massimo quattro o cinque tornei. Certo una soluzione del genere significherebbe anche dover prevedere in ognuno dei 4 continenti (America, Europa, Africa, Asia) un proprio slam e quindi anche spostare uno dei due attuali major europei in Africa, che attualmente è l&#8217;unico continente senza uno slam, e magari onorare la gloria e la memoria dell&#8217;ex prova dello slam attraverso le finali della Master Cup e della Coppa Davis.</p>
<p style="text-align: left;">Tutto questo <span style="color: #0000ff;">potrebbe sembrare effettivamente fanta-tennis.</span> Riconoscendo a me stesso di non avere skill  organizzative e non avere il polso della situazione se non da appassionato, capisco che potrei sbagliare su tutta la linea ma la mia vuol essere un tentativo per quanto grezzo e  poco raffinata di proporre un&#8217;idea innovativa. In ogni modo, ogni estate, <span style="color: #0000ff;">il modello &#8220;Us Open Series&#8221;  funziona e dimosta la sua efficenza</span> e magari un giorno potrebbe finalmente essere rivisitato corretto e proposto a più ampio respiro a  tutto vantaggio del tennis, dei tennisti e dello spettacolo.  Io da appassionato di tennis, me lo auguro.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #0000ff;">Gianluca Storani </span><span style="color: #ff6600;">@</span><a href="http://www.giast.com/tennispassion/">Tennis Passion</a></p>

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		<title>E adesso chiamatelo Del Power</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 13:05:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Storani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Grande Slam]]></category>
		<category><![CDATA[del potro]]></category>
		<category><![CDATA[roger federer]]></category>
		<category><![CDATA[us open 2009]]></category>

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		<description><![CDATA[Juan Martin Del Potro vince gli US Open. Con questa straordinaria affermazione il giovane argentino conferma le sue ambizioni ed entra di diritto tra i protagonisti del tennis di oggi. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<h4>Juan Martin Del Potro è ancora incredulo.  In quel momento, con lo sguardo rivolto al cielo di New York e il corpo ormai a terra  spossato dalla tremenda fatica di un match durato oltre 4 ore, il giovane argentino ascolta i suoi ultimi respiri di un match pieno di tensione, di paura, di cadute, di risalite e infine di gloria.</h4>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-114"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Di lì a poco si appresterà a ricevere tutti gli onori che solo i major riescono a dare. Lo sà bene anche Roger Federer che di major ne ha vinti ben 15 ma che fino ad oggi non aveva mai perso in una finale dello slam da nessun altro giocatore che non rispondesse al nome di Rafael Nadal. Solo questo potrebbe bastare per comprendere la grandezza dell&#8217;impresa che ha compiuto il nuovo astro nascente del tennis mondiale, le possibili implicazioni future e i probabili scenari che si nascondono dietro a questa sua straordinaria affermazione.</p>

<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-115" title="delpower" src="http://www.giast.com/tennispassion/wp-content/plugins/image-shadow/cache/edb491e4ed433d36498a63c2c6b146c5.jpg" alt="delpower" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;ascesa</strong><br />
Ma facciamo un doveroso passo indietro perchè a dire il vero la stella di Juan Martin Del Potro aveva iniziato a brillare almeno un annetto fà. Correva l&#8217;anno 2008 e il mondo del tennis dopo l&#8217;<a href="http://www.giast.com/tennispassion/wimbledon-2008-nadal-batte-federer-64-64-67-67-97-in-una-finale-leggendaria.html">epica finale </a>di Wimbledon si era rituffato nell&#8217;infuocato cemento del tour estivo americano. Juan Martin Del Potro era reduce da una stagione abbastanza in ombra e un pò tutti avevano iniziato a dubitare delle sue capacità di diventare un campione.  Le prospettive di mancare le promesse del suo talento, che un pò tutti gli riconoscevano, stavano prendendo sempre più consistenza.  Prima di Wimbledon il nostro Gian Martino era riuscito, durante la prima parte di stagione, nella non esaltante impresa di perdere da tennisti non proprio di primo livello come Russell, Gicquel, El Aynaoui e dal nostro Simone Bolelli, suo grande amico. A Wimbledon, crocevia di tutta questa storia, perde al secondo turno dall&#8217;ex top10 svizzero Stanislas Wawrinka ma sopratutto dopo quella sconfitta qualcosa fa misteriosamente &#8220;click&#8221; dentro la sua testa e per quel che più conta, nel suo tennis. Dalla settimana successiva infatti per ben 4 tornei il giovane argentino  non perde più. Vince in serie i tornei di Stoccarda (il suo primo ATP vinto in carriera) e Kitzbuhel sulla terra rossa europea, poi Los Angeles e Washington sul cemento americano, collezionando così un poker di vittorie  incredibile per un tennista che poco prima sembrava arrancare. Ai successivi Us Open si arrende solo nei quarti di finale e solo ad Andy Murray fermando così la sua straordinaria cavalcata estiva a ben 23 partite vinte consecutivamente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La conferma</strong><br />
Come ogni appassionato di tennis sà, la vera prova di maturità per un tennista che ambisce al vertice avviene sempre l&#8217;anno successivo a quello del suo exploit quando viene chiamato a difendere i punti della stagione precedente. Alcuni non riescono sopraffatti dall&#8217;arduo compito, altri riescono solo a pareggiare i punti e altri ancora, coloro che sono destinati a diventare dei veri big, non solo confermano i punti ma addirittura rilanciano vincendone altri. E&#8217; questo il caso di Juan Martin Del Potro che dopo una prima parte di 2009 abbastanza buona (pronti-via vince Auckland e poi fà semi a Miami, Madrid e Roland Garros), sbarca in America e colleziona tre finali consecutive su tre tornei disputati, perdendone solo una (ancora da Andy Murray) ma vincendone ben due ai danni prima di Andy Roddick (<a href="http://www.giast.com/tennispassion/wimbledon-2009-federer-entra-nella-leggenda-roddick-nel-mio-cuore.html">finalista sfortunato</a> di Wimbledon) a Washington e poi di sua maestà Roger Federer e niente meno che sul centrale di Flushing Meadows per l&#8217;edizione 2009 degli US Open.<br />
Così questo giovane argentino di belle speranze in appena un anno esplode, si afferma, si conferma e reclama a ragione il suo spazio tra i top player del tennis mondiale. La vittoria agli Us Open è stata, finale  a parte una cavalcata trionfale suggellata da una semifinale monster dove è letteralmente &#8220;passato sopra&#8221; al Rafael Nadal attuale, più magro, meno profondo e incisivo dei bei tempi pre infortunio ma pur sempre battuto con eloquente e periodico 6-2 6-2 6-2 che non lascia adito a dubbi. E proprio in quel frangente forse è accaduto qualcosa di significativo, come un preludio al successivo trionfo in finale: il teorico passaggio di consegne tra Rafa Nadal e Juan Martin Del Potro come rivale più accreditato di Roger Federer.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il gioco</strong><br />
Il gioco dell&#8217;argentino è pura potenza esplosiva, i suoi colpi sparati a tutto braccio viaggiano piatti, radenti e veloci e quando rimbalzano schizzano via ancora più velocemente. Quando ha in mano l&#8217;inerzia del gioco sà tagliare il campo con grandissima rapidità d&#8217;esecuzione che spesso disarmano per la precisione chirurgica con la quale spizzica le righe o trova il set. L&#8217;efficacia del suo gioco e dei suoi schemi è ancora di più evidente nelle superfici di media velocità e non è un caso che proprio sul cemento americano abbia raccolto le sue soddisfazioni più grandi. La sua potenza e velocità d&#8217;esecuzione spesso gli permettono di rovesciare a sua favore l&#8217;inerzia di un punto e anche quando si trova in difesa dimostra, a dispetto della sua stazza, di sapersi muovere molto bene. Completa il suo straordinario repertorio un servizio-bomba che spesso gli permette di uscire da situazioni molto pericolose. Tutto quanto appena detto può esser compreso meglio guardando il  seguente video allorchè Roger Federer nel quarto set era a soli due punti dalla vittoria.</p>
<p style="text-align: justify;"><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/UzKVY4A0E7M&amp;rel=0&amp;color1=2b405b&amp;color2=6b8ab6&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/UzKVY4A0E7M&amp;rel=0&amp;color1=2b405b&amp;color2=6b8ab6&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="355" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span></p>
<p style="text-align: justify;">Come detto, con questa straordinaria affermazione il giovane argentino conferma le sue ambizioni ed entra di diritto tra i protagonisti del tennis di oggi. Durante la finale, vinta in 5 set e in oltre 4 ore di gioco, ha dimostrato al mondo intero di avere il gioco ma sopratutto la forza mentale di saper reggere il palcoscenico di uno slam e di saper gestire tutta la pressione che ne deriva. Sopratutto quando di fronte hai niente meno che Roger Federer, imbattuto dai 5 edizioni consecutive e considerato da tutti come il più grande tennista di tutti i tempi. Sopratutto quando disputi la prima finale di uno slam della tua carriera. Sopratutto quando ti ritrovi per ben due volte a rincorrere il tuo avversario indietro di un set e a dover raddrizzare l&#8217;incontro sempre sul filo del rasoio al successivo tie break. Sopratutto quando alzi al cielo il trofeo e scrivi il tuo nome nell&#8217;albo d&#8217;oro di uno slam che dal 2005 non avevano altri proprietari all&#8217;infuori della premiata ditta Federer-Nadal. Dopo i molti dubbi sui nuovi nomi del tennis mondiale quali Novak Djokovic e Andy Murray, bravi ma mentalmente ancora non maturi per il grande salto nelle prove dello slam, finalmente gli appassionati hanno trovato un nome nuovo capace di vincere e di convincere anche laddove si scrive la storia di questo sport. Juan Martin Del Potro dopo gli US Open è salito alla posizione n.5 del ranking mondiale ma virtualmente un pò tutti già lo vedono al n.2 dietro al re svizzero col quale, c&#8217;è da scommetterci,  disputerà altri match vibranti  e divertenti come l&#8217;ultimo andato in scena a New York.</p>
<p><strong>Gianluca Storani</strong></p>

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		<title>Il rientro di Rafael Nadal, un fuoriclasse di cui il tennis non può fare a meno</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Aug 2009 11:07:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Storani</dc:creator>
				<category><![CDATA[ATP Masters 1000]]></category>
		<category><![CDATA[cincinnati]]></category>
		<category><![CDATA[infortunio]]></category>
		<category><![CDATA[open del canada]]></category>
		<category><![CDATA[rafa nadal]]></category>
		<category><![CDATA[rientro]]></category>
		<category><![CDATA[roger federer]]></category>

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		<description><![CDATA[Forse è questa l&#8217;immagine più significativa delle ultime due settimane di tennis. Rafael Nadal che tenta di recuperare disperatamente una pallina a fondo campo, nei pressi dei teloni pubblicitari, quasi a contatto con il pubblico, quasi buttato fuori dal terreno di gioco.

Questa foto, come fosse una parodia, rispecchia senza ombra di dubbio l&#8217;attuale realtà del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align:justify;">Forse è questa l&#8217;immagine più significativa delle ultime due settimane di tennis. Rafael Nadal che tenta di recuperare disperatamente una pallina a fondo campo, nei pressi dei teloni pubblicitari, quasi a contatto con il pubblico, quasi buttato fuori dal terreno di gioco.</h4>
<p><span id="more-100"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Questa foto, come fosse una parodia, rispecchia senza ombra di dubbio l&#8217;attuale realtà del campione spagnolo, costretto ad rincorrere, a recuperare il terreno perduto, a seguire la scia invece di tracciarla. Eppure se qualcuno di noi si fosse assentato dal tennis solamente a partire dal mese di giugno scorso, non crederebbe a nemmeno una delle mie parole appena scritte.</p>

<p style="text-align:justify;">Rafael Nadal infatti, nell&#8217;anno di grazia 2008, dopo il solito grande slam sul rosso, l&#8217;<a href="http://tennispassion.wordpress.com/?p=10" target="_blank">epica conquista di  Wimbledon</a> e la successiva consacrazione al numero 1 del mondo <strong>sembrava destinato a sminuire la figura di Roger Federer </strong>(col quale, vale sempre la pena ricordarlo, vanta <a href="//" target="_blank">il doppio delle vittorie</a> nei testa a testa) e grazie alla sua giovane età (è esploso almeno tre anni prima dello stesso svizzero) si stava avviando a polverizzare piano piano ma inesorabilmente ogni record esistente a partire da quelli dello stesso svizzero. Il mancino di Manacor infatti, non si accontentava più di trionfare in serie sul suo terreno preferito, la terra battuta, ma<strong> aveva iniziato a vincere con prepotenza su ogni tipo di superfici</strong><strong>e</strong> a partire dal cemento americano, per passare alla sacra erba di Wimbledon e stava verosimilmente prendendo le misure per &#8220;attaccare&#8221; gli US Open e diventare competitivo anche nei tornei indoor.</p>
<p style="text-align:justify;">La stagione 2009 per lui era nata sotto i migliori auspici, pronti-via e vittoria agli Australian Open, primo Slam dell&#8217;anno (sempre ai danni di uno svizzero finito in lacrime) seguita dai successi ai master 1000 di Indian Wells (nella primavera dove lo svizzero, sempre più frustrato spaccò &#8211; non da lui &#8211; una racchetta per terra), Montecarlo e Roma. Tutto sembrava procedere normalmente, <strong>in molti lo accreditavano con grande convinzione ad un quanto mai possibile Grande Slam</strong>, quando subito dopo la sconfitta al Master 1000 di Madrid, a favore di un quasi incredulo e rinato Roger Federer, è suonato un campanello d&#8217;allarme, confermato dopo la seguente debacle rimediata al Roland Garros per mano di un Robin Soderling mai visto, formato gigante. Era chiaro che <strong>il campione spagnolo soffrisse di risentimenti fisici che ne limitava la tenuta atletica</strong> e che le due sconfitte precedenti erano forse figlie dei dolori che talvolta si vociferavano nell&#8217;ambiente e che evidentemente erano divenuti insopportabili e innegabili all&#8217;evidenza. Rafael Nadal usciva così sconfitto dal Roland Garros per la prima volta in 4 anni ma era evidente che non lo avremmo più rivisto nei campi da tennis per un bel pezzo, qualcuno addirittura ipotizzava un&#8217;infausta chiusura di carriera anticipata.</p>
<p style="text-align:justify;">E mentre Nadal piangeva, Federer tornava a sorridere e <strong>magicamente da qui in avanti,</strong><strong> la stagione e con lei la storia del tennis, cambiava di colpo il suo corso</strong>. Roger Federer dopo la vittoria a Madrid sullo spagnolo, prese coraggio e sfruttando l&#8217;eliminazione-infortunio dello stesso rivale vinceva, finalmente e meritatamente, a Parigi battendo in finale lo stesso giustiziere di Nadal e finiva in vero trionfo, in gloria pura e cristallina<strong> come i suoi occhi che piangevano di nuovo, ma finalmente di gioia</strong>. Roger Federer che alzava la coppa dei moschettieri era l&#8217;immagine del campione, del fuoriclasse che finalmente conquistava ciò che non era mai riuscito a conquistare prima e che si scrollava d&#8217;un colpo di dosso tutte le ombre, le paure e le sofferenze che aveva patito fino a quel punto. Linfa vitale per il successivo <a href="http://tennispassion.wordpress.com/?p=17" target="_blank">trionfo di Wimbledon </a>e ancora <strong>tanta meritata gloria,</strong> <strong>nel tempio del tennis e tra gli onori dei più grandi tennisti di tutti i tempi.</strong> Il mondo tributava allo svizzero ogni sorta di celebrazione, i numeri testimoniavano la sua grandezza, quasi nessuno osava affermare il contrario, eppure tutto nacque dall&#8217;evidente assenza sui campi da gioco dell&#8217;asso spagnolo, senza il quale lo svizzero è rinato come liberato dal suo male peggiore.<br />
D&#8217;altra parte lo stesso Roger a fine torneo disse le seguenti parole: &#8220;<strong>Sapevo che il giorno in cui Rafa non sarebbe stato in finale io ci sarei stato e avrei vinto</strong>. L’ho sempre saputo e ci ho sempre creduto. Questo è esattamente quello che è successo.&#8221; parole che evidenziavano ancor di più la consapevolezza inconscia nello svizzero, di poter vincere il Roland Garros solo se non avesse incontrato Rafael Nadal in finale poichè <strong>lui stesso, contro il mancino spagnolo, si &#8220;vedeva&#8221; oramai perdente</strong>, almeno a Parigi. E le finali disputate erano tutte lì a testimoniare di un Nadal straripante e sempre vincente a Parigi contro Federer, a tratti ingiocabile per lo svizzero se consideriamo la pesante umilazione di una finale persa nel 2008 con lo sconfortante score di 6–1, 6–3, 6–0, e forse fu quella la partita che convinse Roger a dichiararsi inconsciamente battuto, sulla terra, contro il forte mancino spagnolo. Da queste e da altre considerazioni nacque per il sottoscritto il paradosso di Roger Federer: è veramente <a href="http://tennispassion.wordpress.com/?p=68" target="_blank">il più grande tennista di tutti i tempi</a>?</p>
<p style="text-align:justify;">La stagione è quindi arrivata di nuovo al terrificante tour <strong>nell&#8217;infuocato cemento americano, luogo nel quale Rafael Nadal ha deciso di tornare alle competizioni</strong> dopo tutti questi mesi di forzato stop. Lo abbiamo rivisto con piacere di nuovo in azione prima agli Open del Canada e poi a Cincinnati, nei due master 1000 doppio prologo degli Us Open, ultima prova dello Slam. La prima apparizione è stata veramente poco indicativa (2 vittorie facili, un ritiro e un set giocato alla pari con Del Potro) mentre molto più incisiva è stata la settimana successiva <strong>nei campi di Cincinnati dove si sono finalmente rivisti alcuni sprazzi del tennista che conosciamo</strong> quando ha battuto in successione avversari finalmente credibili come il nostro Seppi, Mathieu e Berdych prima ancora di crollare davanti a un Djokovic &#8211; formato vendetta &#8211; che evidentemente ancora risentiva psicologicamente di una bellissima semifinale persa a Madrid proprio contro un Nadal pre-infortunio, che aprì per lui un periodo di grandissima crisi. La classifica attuale posiziona lo spagnolo al numero tre del mondo ed anche in questo caso<strong> è lecito domandarsi se tre mesi di stop possano bastare per far scivolare di due posizioni il numero 1 del mondo</strong> a favore magari di un giocatore, come Andy Murray, che di fatto non ha ancora vinto nessuna prova dello Slam.</p>
<p style="text-align:justify;">Di certo Rafael Nadal stà tentando con tutte le sue forze di tornare il campione che è stato e questa sua voglia di rituffarsi nella mischia e di rimettersi in discussione fà bene al tennis ed è una vera benedizione di gioia per ogni vero appassionato di questo meraviglioso sport. <strong>Con Rafael Nadal in campo e in perfatta forma psicofisica potremmo continuare ad ammirare una delle rivalità tennistiche più belle e combattute di tutti i tempi</strong>, potremmo ancora una volta ammirare lo scontro epico tra l&#8217;eleganza e la potenza, la classe e la fisicità, l&#8217;arte e l&#8217;impostazione, per tentare con più certezza (o speriamo con ancora più incertezza) di determinare una volta di più chi merita di essere annoverato tra i più grandi tennisti di tutti i tempi. Salvo poi accorgerci che <strong>tutti e due meritano questo onore perchè hanno dato vita alla stagione tennistica più bella di tutta la storia del tennis,</strong> impreziosita ultimamente dall&#8217;avvento delle nuove leve (Murray, Djokovic, Del Potro) o dal rientro di vecchie glorie (Roddick) che stanno tentando di scardinare lo storico dupolio Nadal-Federer non solo nella classifica mondiale ma ancora di più nel cuore degli appassionati di tennis. Da appassionato di tennis neutrale quale mi reputo e pur riconoscendo in Roger Federer il mio idolo sportivo, <strong>auguro a Rafael Nadal un rapido e completo recupero fisico e psicologico</strong>: la sua figura forte e leale, il suo talento, la sua grinta e la sua determinazione da guerriero ci hanno regalato molto spesso match di grande intensità e di coinvolgimento tale che quasi sempre sono finiti negli annali tra le più belle partite di sempre. Tutto è pronto dunque per l&#8217;ultimo capitolo del Grande Slam in quel di Flushing Meadows a New York e chissà che il buon Rafael non riesca ancora una volta a sorprenderci.<br />
Nel frattempo buon tennis a tutti!!</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Gianluca Storani</strong></p>

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		<title>Flavia Pennetta. L&#8217;impegno, la forza e il coraggio di una donna che da sola tiene in vita il tennis italiano</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 18:44:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Storani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuori campo]]></category>
		<category><![CDATA[flavia pennetta]]></category>
		<category><![CDATA[tennis italiano]]></category>
		<category><![CDATA[wta]]></category>

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		<description><![CDATA[Bella, brava e vincente. Sono queste gli aggettivi migliori per descrivere Flavia Pennetta, la tennista che da sola sta tenendo in vita l'intero movimento tennistico italiano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: left;">Bella, brava e vincente. Sono queste gli aggettivi migliori per descrivere Flavia Pennetta, la tennista che da sola sta tenendo in vita l&#8217;intero movimento tennistico italiano e non è affatto una cosa da poco conto.</h4>
<p><span id="more-77"></span></p>
<p style="text-align: left;">Il tennis in italia è ormai da tempo diventato uno sport di terza fascia e se, in una ipotetica classifica tra gli sport più seguiti, al primo posto figurerebbe l&#8217;ormai omni presente gioco del calcio, dietro di lui spesso finiscono quegli sport che possono vantare un nostro atleta o una nostra squadra <strong>ai massimi livelli mondiali</strong>. Come non ricordare lo sci quando tra le nevi sfrecciava la figura di Alberto Tomba, la vela quando nei mari dell&#8217;emisfero sud navigavano imbarcazioni come Azzurra o Luna Rossa, la pallavolo quando grazie ad un uomo di nome Velasco l&#8217;Italia iniziò a vincere tutto, il ciclismo ai tempi del piccolo, coraggioso e rimpianto Marco Pantani? e così via.</p>

<p style="text-align: left;">Il gioco del tennis dopo le gloriose epoche di Adriano Panatta datate anni &#8216;70, di fatto <strong>non ha saputo più proporre protagonisti convincenti </strong>ai vertici delle classifiche mondiali e così questo meraviglioso sport ha piano piano perso di interesse ed è tornato mestamente nelle retrovie in attesa di nuova auge. Questa attesa negli anni è diventata quasi insostenibile per ogni buon appassionato se è vero che, da lì in avanti, nessun azzurro è più riuscito ad entrare almeno tra i primi 15 giocatori del mondo e men che meno ad arrivare in una semifinale di una prova del grande slam. Tutto questo però accadeva e purtroppo stà ancora accadendo nel settore maschile mentre <strong>nel settore femminile la situazione è ben più positiva </strong>se è vero che, dalla metà degli anni &#8216;80 in avanti, abbiamo assistito ad una certa continuità di risultati delle nostre atlete che hanno sempre saputo vincere (seppure in tornei minori) e sopratutto scalare le classifiche della WTA. Come non citare in tal senso Sandra Cecchini (best ranking n.11 e 12 vitorie in carriera), Raffaella Reggi o anche l&#8217;eroina di FedCup Francesca Schiavone? Però a ben vedere ciò che ancora mancava era l&#8217;avvento di un&#8217;atleta capace di vincere tornei importanti e di entrare finalmente tra le migliori 10 giocatrici del mondo. Questo avrebbe riacceso <strong>l&#8217;entusiasmo tra gli appassionati e l&#8217;interesse dei media</strong> che così sarebbero tornati a seguire il tennis e a proporlo in televisione. Flavia Pennetta è dunque colei che, da almeno un anno, stà tentando questa eroica impresa e a ben vedere tutto sembra preludere ad un finale memorabile, che tutti naturalmente ci auguriamo. La 27enne brindisina infatti, da tempo si è ormai assestata attorno alla decima posizione del ranking arrivando al massimo alla posizione n.11 e <strong>ha sempre dato l&#8217;impressione</strong> di essere ad un passo dal raggiungere l&#8217;agognata meta che però, come si avvicinava, così si allontanava in un sorta di beffarda e sfuggente altalena. Fino a quando Flavia si è accorta che per riuscire a centrare il prestigioso obiettivo delle top 10 era necessario <strong>puntare ad una programmazione più coraggiosa,</strong> di alto livello ed iniziare ad incamerare punti pesanti battendo sul campo proprio coloro che occupavano le posizioni a cui lei ambiva. Così, dopo aver vinto il torneo di Palermo, ha salutato la comoda terra rossa italica ed è volata dritta verso lo scomodo e duro cemento americano in un torneo importante come quello di Los Angeles dove erano presenti ben 5 tra le attuali top10. Ed ecco che grazie a questa scelta è accaduto quello che oggi sembra a tutti gli effetti <strong>un vero proprio salto di qualità </strong>nel gioco, nella testa e nel rendimento. Flavia in una sola settimana ha fatto fuori ben due top 10 sbarazzandosi durante il cammino anche di una ex n.1 del mondo del calibro di Maria Sharapova (servono prsentazioni?) e volando così, sulle ali di un tennis potente preciso e convincente, verso la conquista di un sogno che la proietterebbe <strong>tra le più grandi tenniste italiane di sempre</strong> e forse i suoi meriti potrebbero espandersi ancora.<br />
Dopo questa splendida vittoria la bella, brava e vincente azzurra è a soli 100 punti dalla 10° posizione mondiale e quindi nelle prossime settimane potrebbe verificarsi uno tra <strong>gli eventi tennistici più attesi di sempre</strong> dagli appassionati di questo sport. Sarà molto importante che Flavia mantenga la calma e non si faccia prendere dall&#8217;emozione e che non ceda all&#8217;enorme pressione di cui si è fatta carico. Il tennis che ha proposto a Los Angeles è di assoluta qualità ed è accompagnato da una forma fisica a dir poco straripante, tutto quindi sembra <strong>assolutamente alla sua portata</strong> e già all&#8217;imminente torneo di Cincinnati e poi negli attesi US Open, saremo in grado di capire se siamo prossimi al capolavoro.</p>
<p style="text-align: left;">La storia della brindisina, che forse un giorno avrò il piacere di descrivere, è un enorme dimostrazione di come si possa, nonostante le avversità della vita, arrivare a grandi livelli con l&#8217;impegno, la forza e il coraggio accettando di <strong>spingersi sempre più in là, di migliorare sempre di più</strong> il proprio gioco e la propria tenuta fisica e psicologica, di avere una mentalità vincente che sproni ad affrontare viaggi e partite su territori e superifici nemiche perchè non puoi pretendere di stare tra i migliori del mondo se non hai combattuto con loro ovunque e su tutte le superfici, se non li hai affrontati e nel perderci non ne hai tratto <strong>l&#8217;esperienza necessaria per migliorarti</strong>. Purtroppo questa mentalità ancora tarda a diffondersi nel settore maschile se è vero che nella settimana in cui il grande tennis si è spostato sul cemento americano, i nostri n.1 e n.4 erano a San Marino a giocarsi la finale dell&#8217;omonimo challenger e nel prossimo Masters 1000 di Cincinnati non avremo nessun azzuro in tabellone.<br />
Spero quindi che Flavia possa diventare presto <strong>un prezioso esempio da seguire</strong> non solo per le sue colleghe attuali e future ma anche e sopratutto per il settore maschile che ormai da trenta lunghi anni è tristemente orfano di un top player.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Gianluca Storani</strong></p>
<p style="text-align: left;">

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		<title>Il paradosso di Roger Federer: è o non è il più grande di tutti i tempi?</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 10:35:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Storani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuori campo]]></category>
		<category><![CDATA[andy murray]]></category>
		<category><![CDATA[goat]]></category>
		<category><![CDATA[rafa nadal]]></category>
		<category><![CDATA[roger federer]]></category>

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		<description><![CDATA[Il paradosso di Roger Federer considerato il più grande tennista di tutti i tempi ma anche no. Rafael nadal è un ombra troppo grande per essere ignorata ma forse è meglio così...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: left;">Nelle ultime settimane si è parlato moltissimo nel mondo del tennis di come Roger Federer possa ritenersi a ragione o a torto il più grande tennista di tutti i tempi.</h4>
<p><span id="more-68"></span></p>
<p style="text-align: left;">Tra gli appassionati, addetti ai lavori o semplici sportivi è emersa una discussione che chiaramente nessuno potrà mai ragionevolmente chiudere in un senso o nell&#8217;altro poichè di certo non esistono classifiche, ne proprietà comparative convincenti per <strong>confrontare la grandezza dei tennisti </strong>vissuti, sportivamente, in epoche diverse. Quindi per poter conferire il titolo di GOAT (ovvero Greatest Of All Time) a Roger Federer, alla fine tutto si riduce ad una forma di <strong>soggettività personale</strong>. Ma non è tutto.</p>

<p style="text-align: left;">Quel che di certo possiamo dire è che se valutiamo le vittorie che il 27enne atleta svizzero ha ottenuto in carriera, in ogni angolo del globo, su tutte le superfici, tra titoli dello slam e masters series e considerando poi i record eguagliati e sopratutto battuti &#8211; alcuni veramente pazzeschi come le 21 semifinali consecutive nelle prove dello slam &#8211; allora qualsiasi tennista di qualsiasi epoca <strong>potrebbe soltanto confermare</strong> il suo ipotetico titolo. Lo stile, la classe e l&#8217;eleganza nel gioco ma anche l&#8217;umilità e la lealtà dimostrata dentro e fuori dal campo completano il giudizio finale che pare senza dubbio meritato e mai fuori luogo.<br />
Eppure in tutta questa magnificenza <strong>qualcosa ancora stona</strong> e purtroppo non è una stonatura da poco. La nota dolente per lo svizzero è sempre stata una nota di origine spagnola dal nome per lui sinistro di Rafael Nadal. Può un uomo solo impedire ad un re, dopo mille battaglie e mille trionfi, che egli venga ricordato, nella storia, come il più grande di tutti i tempi? Se facciamo un breve <strong>parallelo con la storia quella vera</strong>, scopriremo che anche colui che ai posteri viene ricordato come il più grande di sempre, durante la sua opera comunque subì quasi sempre una sconfitta o una serie di sconfitte che, al momento, minarono la sua fama, la sua gloria e la sua credibilità ma che poi si rivelarono come dei passaggi del tutto ininfluenti nella <strong>valutazione storica della sua grandezza</strong>. Nessuno d&#8217;altro canto potrebbe mai togliere un posto tra i più grandi conquistatori della storia ad Alessandro Magno, che pare, non fu mai sconfitto in battaglia. Ma anche se riuscissimo oggi a trovare testimonianze di sconfitte subite in serie, dal grandissimo condottiero macedone, magari in qualche passaggio oscuro delle sue eroiche missioni in Asia, la sua gloria rimarrebbe <strong>assolutamente intatta</strong>. Quel che restano alla fine sono i trionfi, le missioni portate a termine, i territori conquistati con la sagacia, l&#8217;astuzia, l&#8217;ingegno e il talento, attraverso la conoscenza dei propri mezzi, il saper leggere e mosse dell&#8221;avversario, l&#8217;essere lucido nei momenti chiave, il saper coinvolgere le masse, donare loro un esempio di uomo e di condottiero vincente. Tornando al presente e traslando tutto questo al mondo del tennis, come potrebbe un uomo solo dunque, porre dei seri dubbi sull&#8217;<strong>assoluta grandezza di Roger Federer</strong>? Apparentemente non potrebbe a meno che quest&#8217;ultimo non ne mini continuamente la grandezza, non solo battendolo sulla terra amica ma anche conquistando i suoi territori.<br />
Al tennista svizzero resta quindi<strong> un ombra che</strong> <strong>dovrebbe al più presto eliminare</strong> per dissipare l&#8217;ipotetito dubbio storico. Rafael Nadal è stato l&#8217;unico della sua epoca, ad aver saputo contrastare e battere ripetutamente e su tutte le superfici l&#8217;aspirante Greatest Of All Time, arrivando a togliergli il titolo di &#8220;re&#8221; al<strong> n.1 del ranking mondiale</strong> e iniziando a rosicchiare parti importanti del suo impero sportivo a partire dal &#8220;suo&#8221; amato Wimbledon, senza contare<strong> l&#8217;evidente giogo psicologico</strong> che Federer ha sempre sofferto dinnanzi al forte giocatore spagnolo. Le battaglie vinte da Nadal su Federer inoltre, prima del suo infortunio, sono in totale di <a href="http://www.atpworldtour.com/Players/Head-To-Head.aspx?pId=F324&amp;oId=N409" target="_blank">13 a 7</a>, e sembrano <strong>un vero abisso</strong> per chi ambisce al titolo di &#8220;Re dei Re&#8221;.<br />
Come abbiamo visto se da una parte nessuno potrebbe negare a Roger di essere il più grande di tutti i tempi per &#8211; in estrema sintesi &#8211; trionfi e classe dimostrata, dall&#8217;altra Rafa ha comunque posto delle inquietanti ombre e <strong>delle giuste perplessità</strong> su questo suo status. Inoltre lo spagnolo prima del suo infortunio, stava marciando a ritmi di vittorie impressionanti e un pò tutti quanti ci stavamo domandando quante vittorie avrebbe mai potuto collezionare in carriera e data la sua giovane età, sembrava <strong>in prospettiva poter superare</strong> quelle dello svizzero, esploso solo all&#8217;età di 22 anni contro i precoci 19 dello spagfnolo.<br />
La verità allora è che forse ci troviamo in una <strong>situazione storica unica e irripetibile</strong> nella quale possiamo ammirare in un sol boccone due grandissimi tennisti, uno già largamente affermato nell&#8217;olimpo dei più grandi di tutte le epoche e l&#8217;altro in grandissima ascesa e<strong> in predicato di divertarci</strong>. Com&#8217;è giusto che sia i due hanno inscenato grandi battaglie, regalando ai fortunati appassionati di questo sport fasi di gioco, se non intere partite, tra le più belle ed esaltanti mai viste. Vedere Wimbledon 2008.<br />
Rafael Nadal come Roger Federer è un tennista talentuoso, umile e leale ma si contrappone allo svizzero per lo stile di gioco basato <strong>sull&#8217;estrema fisicità e su colpi in top-spin incredibilmente </strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=_9Wf-nIv9zw" target="_blank"><strong>esasperati</strong></a>, assolutamente costruiti e irripetibili per chiunque, e quindi non esattamente della stessa bellezza stilistica dello svizzero. Questa grande esplosione fisica ha portato il mancino spagnolo più di una volta, ad essere, <strong>sospettato per doping</strong> ma più verosimilmente lo ha portato ad un logorio fisico insostenibile e quindi all&#8217;inevitabile infortunio.<br />
In definitiva, in attesa di capire come e chi tra i due la storia porterà in gloria, a ben vedere sembra quasi che invece il tennis si stia preparando a proporre una versione sportiva dell&#8217;indimenticabile film di Sergio Leone &#8220;<strong>il buono, il brutto e il cattivo</strong>&#8221; dove il buono è Federer e il cattivo è Nadal. E il brutto? Ancora non è in scena o forse è appena entrato? Sarà forse Andy Murray?<br />
Di certo se lo scozzese riuscirà ad entrare in questa storica rivalità trasformandola in una sfida a tre, forse veramente non dovremmo più curarci di capire qual&#8217;è stato il giocatore più forte di tutti i tempi ma, ed è meraviglioso, <strong>qual&#8217;è stata l&#8217;epoca tennistica più bella</strong> di questo straordinario sport, e magari la risposta è sotto i nostri occhi.<br />
E allora, buon tennis a tutti!!!</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Gianluca Storani</strong></p>
<p><strong> </strong></p>

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		<title>Stephane Bohli trionfa nel giorno del suo compleanno e dedica la vittoria all&#039;amico scomparso Mathieu Montcourt</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jul 2009 21:07:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Storani</dc:creator>
				<category><![CDATA[ATP Challenger]]></category>
		<category><![CDATA[andrey golubev]]></category>
		<category><![CDATA[guzzini challenger]]></category>
		<category><![CDATA[mathieu montcourt]]></category>
		<category><![CDATA[Stephane Bohli]]></category>

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		<description><![CDATA[Che gioco meraviglioso il tennis!! Fino a quando i giocatori, che animano i palcoscenici dei tornei, rispetteranno quei valori di cui lo sport dovrebbe sempre essere il portabandiera come lealtà, rispetto dell&#8217;avversario e umiltà umana e sportiva, allora assisteremo ancora a scene come quelle di oggi quando un emozionato Stephane Bohli, durante la premiazione, ha dedicato il suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: left;">Che gioco meraviglioso il tennis!! Fino a quando i giocatori, che animano i palcoscenici dei tornei, rispetteranno quei valori di cui lo sport dovrebbe sempre essere il portabandiera come lealtà, rispetto dell&#8217;avversario e umiltà umana e sportiva, allora assisteremo ancora a scene come quelle di oggi quando un emozionato Stephane Bohli, durante la premiazione, ha dedicato il suo trionfo personale e professionale all&#8217;amico scompraso, anch&#8217;egli tennista, Mathieu Montcourt.</h4>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-62"></span></p>
<p style="text-align: left;"><strong>BUM BUM BOHLI<br />
Il torneo è stato vinto dal bravo giocatore svizzero Stephan Bohli</strong> che, in una finale combattuta e finita con l&#8217;ottimo punteggio di 64 76, ha avuto la meglio sul lanciatissimo kazako Andrey Golubev e il principale complice, nel determinare una soluzione così imprevista, è stato proprio quest&#8217;ultimo, parso <strong>assolutamente altalenante nel gioco e meno lucido dei giorni scorsi</strong>.</p>

<p>Ma se da una parte sembrava di notare un giocatore al di sotto dei propri standard, dall&#8217;altra ammiravamo un tennista <strong>assolutamente brillante e in stato di grazia</strong>, capace di chiudere con autorità  i propri turni di servizio a zero e di imbrigliare alla prima occasione buona il gioco all&#8217;avversario, cogliendo quasi in apertura il primo break dell&#8217;incontro, <strong>rivelatosi poi determinante</strong> per la vittoria finale.<br />
Golubev infatti dopo essersi fatto sorprendere dallo svizzero a inizio incontro non è più riuscito a trovare il modo di impensierire l&#8217;avversario nei suoi turni di battuta, parsi <strong>assolutamente ingiocabili per potenza e precision</strong><strong>e</strong>, e il primo set si è quindi chiuso col punteggio di 64 per il bravissimo Bohli.<br />
Nel secondo parziale la partita seguiva, senza grosse sorprese, i turni di servizio fino al tie break decisivo <strong>dove i due si affrontavano a viso aperto</strong> con grandi accelerazioni, rischi e combattuti scambi da fondo campo. Era l&#8217;occasione per il kazako di riaprire la partita e di trascinarla al terzo set mentre per lo svizzero <strong>di trionfare nel giorno del propio compleanno</strong>. Tra ripetuti mini break e contro mini break la partita, avvincente e vibrante, sembrava non voler scegliere che bivio prendere: se la vittoria dello svizzero o decidere vincitori e vinti al terzo set. L&#8217;inerzia, parsa quest&#8217;oggi a favore del più volitivo tennista svizzero,<strong> ha poi determinato il vincitor</strong><strong>e </strong>nello stesso Stephan Bohli, bravissimo al limite della perfezione nel fermare il forte tennista kazako col suo gioco potente e preciso.</p>
<p style="text-align: left;"><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/BPwxRFQOFEE&amp;rel=0&amp;color1=2b405b&amp;color2=6b8ab6&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/BPwxRFQOFEE&amp;rel=0&amp;color1=2b405b&amp;color2=6b8ab6&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="355" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span></p>
<p style="text-align: left;">Come detto poi durante la premiazione il tennista svizzero ha voluto dedicare <strong>la propria vittoria e tutto l&#8217;intero percorso nel torneo al suo amico scomparso Mathieu Montcourt</strong>. E&#8217; stato questo forse il momento più emozionante della serata. Lo è stato nel notare l&#8217;umanità e i valori di questi uomini, prima ancora che giocatori, che girano il mondo <strong>raggiungendo i tornei ovunque si disputano</strong> rimettendosi, con umiltà e impegno, ogni settimana in gioco. Eppure anche se divisi, ognuno nella ricerca della propria gloria, questi ragazzi dimostrano sempre di essere <strong>amici, leali e rispettosi l&#8217;uno dell&#8217;altro</strong> come se vivessero tutti in una grande, seconda famiglia. Questo è il messaggio più bello di questo meraviglioso sport e lo si nota sempre sia nei tornei maggiori che in quelli minori.  Oggi Stephane Bohli ha dedicato tutto al suo amico, non prima però di aver ricevuto i complimenti, per il bel gioco espresso, dal rivale sconfitto Andrey Golubev che a bordo campo guardava sconsolato a terra quando <strong>sopra di lui stava nascendo una nuova luna</strong> che speriamo possa portare ai due protagonisti di questa bella finale altri momenti di sano sport da ricordare.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Gianluca Storani </strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><br />
<span style="font-weight:normal;"><em>Ricordo che le fotografie del torneo le trovate collegandovi al mio album </em><a style="text-decoration:none;color:#3478e3;" href="http://www.flickr.com/photos/gianlucastorani/sets/72157621644220270/" target="_blank"><em>Flickr</em></a><em> mentre i video si trovano al mio account </em><a style="text-decoration:none;color:#3478e3;" href="http://www.youtube.com/user/Giast" target="_blank"><em>Youtube</em></a><em>. Entrambi gli account li aggiorno appena trovo un pò di tempo utile, quindi tornate a visitarli di tanto in tanto!</em></span></strong></p>

<div style="font-size:0px;height:0px;line-height:0px;margin:0;padding:0;clear:both"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Guzzini Challenger 2009, Semifinali (Bracciali &#8211; Golubev, Bohli &#8211; Lacko) Video</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jul 2009 23:34:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Storani</dc:creator>
				<category><![CDATA[ATP Challenger]]></category>
		<category><![CDATA[andrey golubev]]></category>
		<category><![CDATA[daniele bracciali]]></category>
		<category><![CDATA[guzzini challenger]]></category>
		<category><![CDATA[lukas lacko]]></category>
		<category><![CDATA[Stephane Bohli]]></category>

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		<description><![CDATA[Si sono disputate quest'oggi, nel "salotto" tennistico delle Marche del Circolo Tennis F.Guzzini di Recanati, le attesissime semifinali del torneo ATP Challenger che vedevano impegnati nella parte alta del tabellone il nostro Daniele Bracciali contro il kazako Andrey Golubev e nella parte bassa lo slovacco Lukas Lacko contro lo svizzero Stephane Bohli, giustiziere nei quarti della testa di serie n.2 del torneo e n.84 del mondo Sergey Stakhovsky.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-50" title="golubev2" src="http://www.giast.com/tennispassion/wp-content/plugins/image-shadow/cache/32902e8c8afc702706903ad6e9dfd4e4.jpg" alt="golubev2" /></p>
<h4 style="text-align:justify;">Si sono disputate quest&#8217;oggi, nel <strong>&#8220;salotto&#8221; tennistico delle Marche </strong>del Circolo Tennis F.Guzzini di Recanati, le attesissime semifinali del torneo ATP Challenger che vedevano impegnati nella parte alta del tabellone il nostro <strong>Daniele Bracciali</strong> contro il kazako <strong>Andrey Golubev</strong> e nella parte bassa lo slovacco <strong>Lukas Lacko</strong> contro lo svizzero<strong> Stephane Bohli</strong>, giustiziere nei quarti della testa di serie n.2 del torneo e n.84 del mondo Sergey Stakhovsky.</h4>
<p><span id="more-49"></span></p>
<p style="text-align:justify;">I match si preannunciavano dunque molto interessanti e sebbene l&#8217;unico azzurro rimasto in gara, Bracciali, aveva <strong>l&#8217;occasione di testare il proprio ritrovato livello di gioco</strong> contro il fortissimo kazako &#8211; senza avanzare peraltro ambizioni concrete di vittoria, di certo la seconda semifinale appariva sulla carta ben più equilibrata tra due tennisti vicini nella forma e anche nel ranking ATP.</p>

<p style="text-align:justify;">Nel primo match del giorno il nostro Bracciali tentava subito di tenere <strong>il ritmo della prima testa di serie del torneo</strong>, cercando di sollecitarne il rovescio apparso chiaramente come l&#8217;unico colpo giocabile del repertorio del forte avversario. Il kazako però, dopo aver preso le misure, iniziava ad assere più regolare, a sbagliare meno e a <strong>martellare col suo potente dritto</strong> non appena ne coglieva l&#8217;opportunità. Per il pur bravo Daniele non rimaneva che difendersi al meglio cercando di sfruttare le poche occasioni che rimanevano e di limitare i danni. Il risultato finale 6-3, 6-2 parla di un match a senso unico ma anche di un Bracciali <strong>comunque parso in ripresa</strong> anche se ancora lontano dalla sua forma migliore. Per il kazako<strong> le sensazioni sono state buonissime</strong>. Per il livello di gioco espresso dovrebbe correre in America a giocare i tornei che contano. Intanto ce lo godiamo noi.</p>
<p style="text-align:justify;"><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/VUKj3pYP87I&amp;rel=0&amp;color1=2b405b&amp;color2=6b8ab6&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/VUKj3pYP87I&amp;rel=0&amp;color1=2b405b&amp;color2=6b8ab6&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="355" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span></p>
<p style="text-align:justify;">Del secondo incontro disputato tra Bohli e Lacko ho potuto seguire solo il primo set rivelatosi poi  <strong>molto vibrante ed emozionant</strong><strong>e</strong>. I due si sono affrontati sin dalle primissime battute a viso aperto con grinta, bravura tecnica e tanto cuore.  Lunghi scambi da fondo campo chiusi con accelerazioni incrociate o lungolinea imprendibili, tra improvvisi dropshot e variazioni di ritmo, sono stati gli ottimi ingredienti che <strong>hanno divertito il folto pubblico accorso per l&#8217;occasione</strong>. Nonostante il punteggio dei game abbia sempre seguito il servizio, innumerevoli volte i due sono finiti ai vantaggi annullandosi a vicenda palle game e palle break <strong>come nel miglior thriller possibile</strong>. In una situazione del genere la soluzione del tie break è quantomai la più auspicabile e desiderata per allungare la vita al set e allo spettacolo . Bohli alla fine se lo aggiudica per 7 punti a 5 dopo che Lacko aveva tentato inutilmente di rientrare annullando con un perentorio ace un primo set point.</p>
<p style="text-align:justify;"><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/fBHpC31d5vs&amp;rel=0&amp;color1=2b405b&amp;color2=6b8ab6&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/fBHpC31d5vs&amp;rel=0&amp;color1=2b405b&amp;color2=6b8ab6&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="355" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span></p>
<p style="text-align:justify;">Così abbandono l&#8217;arena mentre ancora si stà combattendo ma con la certezza di essermi divertito e di aver vissuto un&#8217;altra bellissima giornata di tennis.  La semifinale poi la vincerà lo svizzero Stephane Bohli con un doppio tie break e quindi sarà lui domani a dare vita alla finale contro il fuoriserie kazako Andrey Golubev, quantomai favorito per il trionfo finale.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Aggiornamenti video e foto</strong><br />
Ricordo che le fotografie del torneo le trovate collegandovi al mio album <a style="text-decoration:none;color:#3478e3;" href="http://www.flickr.com/photos/gianlucastorani/sets/72157621644220270/" target="_blank">Flickr</a> mentre i video si trovano al mio account <a style="text-decoration:none;color:#3478e3;" href="http://www.youtube.com/user/Giast" target="_blank">Youtube</a>. Entrambi gli account li aggiorno appena trovo un pò di tempo utile, quindi tornate a visitarli di tanto in tanto!</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Gianluca Storani</strong></p>

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		<title>Guzzini Challenger 2009, Day 2 (Le impressioni su Giacomo Miccini)</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 21:16:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Storani</dc:creator>
				<category><![CDATA[ATP Challenger]]></category>
		<category><![CDATA[andrey golubev]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Miccini]]></category>
		<category><![CDATA[guzzini challenger]]></category>
		<category><![CDATA[jean noel insausti]]></category>
		<category><![CDATA[michael lammer]]></category>
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Oggi al Guzzini Challenger di Recanati è stato il giorno delle teste di serie e dei nomi più attesi. In un order of play particolarmente convulso e pieno di &#8220;followed by&#8221; non era semplice capire i tempi per riuscire a seguire i match migliori ed io ero interessato a seguire il forte kazako Andrey Golubev [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-42" title="golubev" src="http://www.giast.com/tennispassion/wp-content/plugins/image-shadow/cache/1673ee20f1270f19d8082c1298543c17.jpg" alt="golubev" width="690" /></p>
<h4 style="text-align:justify;">Oggi al Guzzini Challenger di Recanati è stato <strong>il giorno delle teste di serie e dei nomi più attesi</strong>. In un order of play particolarmente convulso e pieno di &#8220;followed by&#8221; non era semplice capire i tempi per riuscire a seguire i match migliori ed io ero interessato a seguire il forte kazako <strong>Andrey Golubev </strong>e il nostro &#8220;goldenboy&#8221; <strong>Giacomo Miccini</strong>.</h4>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span id="more-41"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Così sono entrato nel circolo solo a metà pomeriggio ma giusto in tempo per vedere il finale del match vinto dal nostro <strong>Daniele Bracciali</strong> (già vincitore qui in passato) contro il bravo qualificato francese <strong>Jean Noel Insausti</strong>, seguito dal sottoscritto sin dalle qualificazioni. Perfettamente in orario mi sono quindi assestato nella tribuna laterale in attesa di seguire l&#8217;atteso esordio del già citato kazako, testa di serie n.1 del torneo e <strong>n.71 del mondo,</strong> contro lo svizzero <strong>Micheal Lammer</strong>.</p>

<p>L&#8217;incontro è stato molto più combattuto di quello che il risultato finale di 63 64, lascia intuire. Il kazako <strong>ha espresso un buon livello di gioco</strong> basato sul servizio e sul potente dritto col quale, appena poteva, piazzava delle ottime accelerazioni che spesso lasciavano l&#8217;avversario senza nessuna difesa. Nonostante questo lo svizzero è riuscito lo stesso, in più di una circostanza, ad impensierire il più quotato avversario ma <strong>la maggiore caratura del kazako è emersa sopratutto nei momenti clou</strong> del match rendendo manifesta la differenza di classifica tra i due.</p>
<p style="text-align:justify;">E così subito dopo era la volta dell&#8217;attesissimo match tra la nostra giovane promessa <strong>Giacomo Miccini </strong>e l&#8217;ostico brasiliano <strong>Rogerio Dutra Da Silva</strong>. Il match si rivela subito bello e divertente con il recanatese determinato a fare bella figura davanti al pubblico di casa, accorso in gran numero per sostenerlo. Và subito detto che <strong>l&#8217;azzurrino è dotato di un gran servizio</strong>, del quale si dice e a ragione un gran bene, e col quale spesso riesce a totalizzare moltissimi punti. Il punteggio dell&#8217;incontro rimane equilibrato fino a quando dopo un game lottatissimo finito ai vantaggi &#8220;Jackie&#8221; è costretto a cedere il suo servizio e a rincorrere così il suo avversario che nel frattempo sbagliava pochissimo e giocava solido e continuo sia in battuta che nei colpi di rimbalzo. E&#8217; questo il momento più bello del match nel quale l&#8217;azzurrino ha cercato, riuscendoci, di fare <strong>match pari con l&#8217;avversario</strong>, vincendo tra l&#8217;altro, tra un testa a testa sotto rete, smorzate, pallonetti, recuperi prodigiosi e accelerazioni <strong>il punto più bello del torneo</strong> e mandando in <strong>standing ovation</strong> il pubblico di casa. Giacomo con un tennis aggressivo in risposta, riusciva quindi ad avere una insperata quanto inattesa palla break che il brasiliano però annullava con un&#8217;accelerazione che <strong>finiva larga per tutti ma non per il giudice di linea</strong> che, ahinoi, non la chiamava fuori. Peccato. Se fosse arrivato il break chissà come sarebbe finita! Il primo parziale andava così nelle mani del più esperto brasiliano che poi controllando, vinceva anche il secondo set, privo di particolari spunti da parte del nostro mini campioncino in erba.</p>
<p style="text-align:justify;">In definitiva posso dire di aver assistito ad <strong>un match da considerare molto positivo</strong> per il giovane recanatese che si è dimostrato, anche se solo per un set, <strong>all&#8217;altezza della situazione</strong> in un torneo di un certo spessore e contro un avversario già tra i primi 200 del mondo e con molta esperienza nei challenger alle spalle. Prima del definitivo salto nel mondo dei professionisti <strong>Giacomo dovrebbe cercare di migliorare il rovescio</strong> che oggi, nei colpi interlocutori, è sembrato troppo leggero e attaccabile e sopratutto <strong>riuscire ad essere più centrato mentalmente</strong> per sfruttare le ottime soluzioni balistiche e le grandi accelerazioni che di tanto in tanto è riuscito a regalare. Il suo<strong> è un talento che speriamo possa maturare ed esplodere</strong>, a tempo debito, nel tennis che conta.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Gianluca Storani</strong></p>

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		<title>Guzzini Challenger 2009, Day1</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 12:21:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Storani</dc:creator>
				<category><![CDATA[ATP Challenger]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Miccini]]></category>
		<category><![CDATA[guzzini challenger]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Sirianni]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Ghedin]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Agut Bautista]]></category>
		<category><![CDATA[Stephane Bohli]]></category>

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		<description><![CDATA[Primo turno del tabellone principale del Guzzini Challenger 2009 in campo tra gli altri Ghedin e Bohli. Miccini si allena a parte in attesa dell'esordio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-36" title="bautista" src="http://www.giast.com/tennispassion/wp-content/plugins/image-shadow/cache/47f9bac81e1ca24dad4b132c05f622c5.jpg" alt="bautista" /></p>
<h4 style="text-align:justify;">Forse è questa l&#8217;immagine più rappresentativa del pomeriggio tennistico a cui abbiamo assistito ieri durante lo svoglimento del primo turno del tabellone principale del Guzzini Challenger 2009. Il 21enne spagnolo <strong>Roberto Agut Bautista</strong> è a terra dopo l&#8217;ennesimo duro scambio contro il più navigato svizzero <strong>Stephane Bohli</strong>.</h4>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-35"></span>Ci troviamo nelle fasi calde del terzo parziale e <strong>i punti iniziano a pesare come macign</strong><strong>i</strong>, le gambe sono ormai provate dai continui sforzi profusi durante la precedente ora di gioco e iniziano a cedere nonostante l&#8217;impegno e la volontà a <strong>non mollare nemmeno un centimetro</strong>.</p>

<p style="text-align:justify;">Senza dubbio i due giocatori, nonostante le ripetute e alternate pause, hanno dato prova di un tennis <strong>a tratti molto gradevole </strong>con aces, vincenti, chiusure a rete e recuperi davvero prodigiosi. Dopo ben <strong>7 match point annullati </strong>con il cuore dallo spagnolo, Bohli riesce comunque a chiudere l&#8217;incontro e a strappare l&#8217;agognato biglietto per il secondo turno. A bordo campo un Bautista tra l&#8217;arrabbiato e il deluso se ne tornava mestamente negli spogliatoi non prima di aver ricevuto il mio &#8220;bravo lo stesso&#8221; <strong>per l&#8217;impegno e la bravura</strong> che comunque ha saputo mostrare da vero combattente spagnolo (contro uno svizzero per di più!).</p>
<p style="text-align:justify;">Purtroppo la mia permanenza al circolo, complice il giorno lavorativo feriale, non è stata completa come avrei voluto. Nonostante questo sono comunque riuscito a vedere il primo parziale dell&#8217;atteso incontro tra il nostro<strong> Riccardo Ghedin</strong> e l&#8217;australiano <strong>Joseph Sirianni</strong>. I due, completamente a loro agio su questa superficie veloce, hanno giocato a fasi alterne. Subito in vantaggio per 2-0, il nostro si è fatto rimontare nel punteggio per poi di nuovo staccare l&#8217;avversario con un break che regalava all&#8217;azzurro anche il primo parziale. <strong>Mobilità, buon servizio, gioco di volo e vincenti</strong> sono parse le armi del giovane italiano che dopo la buona prova di Wimbledon riproponeva la stessa divisa di gioco completamente bianca anche a Recanati. Scommetto che, scaramanzia a parte, <strong>il salto di categoria è solo una questione di tempo</strong> per lui.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel frattempo, in un campo secondario e sotto un tendone, si stava allenando la giovane promessa del tennis italiano e idolo di casa <strong>Giacomo Miccini</strong>, atteso questo pomeriggio all&#8217;esordio nel torneo. Nei pochi minuti <strong>a cui ho avuto il piacere di assistere</strong>, ho potuto apprezzare lo stile, le movenze, la tecnica, la precisione e la velocità d&#8217;esecuzione. Il ragazzo pare davvero molto forte, tutti noi (sopratutto recanatesi, maceratesi e marchigiani) <strong>gli auguriamo una straordinaria carriera</strong> all&#8217;altezza del suo grandissimo talento.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Aggiornamenti video e foto</strong><br />
Ricordo che le fotografie le trovate collegandovi al mio album <a style="text-decoration:none;color:#3478e3;" href="http://www.flickr.com/photos/gianlucastorani/sets/72157621644220270/" target="_blank">Flickr</a> mentre i video si trovano al mio account <a style="text-decoration:none;color:#3478e3;" href="http://www.youtube.com/user/Giast" target="_blank">Youtube</a>. Entrambi gli account li aggiorno appena trovo un pò di tempo utile, quindi tornate a visitarli di tanto in tanto!</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Gianluca Storani</strong></p>

<div style="font-size:0px;height:0px;line-height:0px;margin:0;padding:0;clear:both"></div>]]></content:encoded>
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