Il tennis in italia è ormai da tempo diventato uno sport di terza fascia e se, in una ipotetica classifica tra gli sport più seguiti, al primo posto figurerebbe l’ormai omni presente gioco del calcio, dietro di lui spesso finiscono quegli sport che possono vantare un nostro atleta o una nostra squadra ai massimi livelli mondiali. Come non ricordare lo sci quando tra le nevi sfrecciava la figura di Alberto Tomba, la vela quando nei mari dell’emisfero sud navigavano imbarcazioni come Azzurra o Luna Rossa, la pallavolo quando grazie ad un uomo di nome Velasco l’Italia iniziò a vincere tutto, il ciclismo ai tempi del piccolo, coraggioso e rimpianto Marco Pantani? e così via.
Il gioco del tennis dopo le gloriose epoche di Adriano Panatta datate anni ‘70, di fatto non ha saputo più proporre protagonisti convincenti ai vertici delle classifiche mondiali e così questo meraviglioso sport ha piano piano perso di interesse ed è tornato mestamente nelle retrovie in attesa di nuova auge. Questa attesa negli anni è diventata quasi insostenibile per ogni buon appassionato se è vero che, da lì in avanti, nessun azzurro è più riuscito ad entrare almeno tra i primi 15 giocatori del mondo e men che meno ad arrivare in una semifinale di una prova del grande slam. Tutto questo però accadeva e purtroppo stà ancora accadendo nel settore maschile mentre nel settore femminile la situazione è ben più positiva se è vero che, dalla metà degli anni ‘80 in avanti, abbiamo assistito ad una certa continuità di risultati delle nostre atlete che hanno sempre saputo vincere (seppure in tornei minori) e sopratutto scalare le classifiche della WTA. Come non citare in tal senso Sandra Cecchini (best ranking n.11 e 12 vitorie in carriera), Raffaella Reggi o anche l’eroina di FedCup Francesca Schiavone? Però a ben vedere ciò che ancora mancava era l’avvento di un’atleta capace di vincere tornei importanti e di entrare finalmente tra le migliori 10 giocatrici del mondo. Questo avrebbe riacceso l’entusiasmo tra gli appassionati e l’interesse dei media che così sarebbero tornati a seguire il tennis e a proporlo in televisione. Flavia Pennetta è dunque colei che, da almeno un anno, stà tentando questa eroica impresa e a ben vedere tutto sembra preludere ad un finale memorabile, che tutti naturalmente ci auguriamo. La 27enne brindisina infatti, da tempo si è ormai assestata attorno alla decima posizione del ranking arrivando al massimo alla posizione n.11 e ha sempre dato l’impressione di essere ad un passo dal raggiungere l’agognata meta che però, come si avvicinava, così si allontanava in un sorta di beffarda e sfuggente altalena. Fino a quando Flavia si è accorta che per riuscire a centrare il prestigioso obiettivo delle top 10 era necessario puntare ad una programmazione più coraggiosa, di alto livello ed iniziare ad incamerare punti pesanti battendo sul campo proprio coloro che occupavano le posizioni a cui lei ambiva. Così, dopo aver vinto il torneo di Palermo, ha salutato la comoda terra rossa italica ed è volata dritta verso lo scomodo e duro cemento americano in un torneo importante come quello di Los Angeles dove erano presenti ben 5 tra le attuali top10. Ed ecco che grazie a questa scelta è accaduto quello che oggi sembra a tutti gli effetti un vero proprio salto di qualità nel gioco, nella testa e nel rendimento. Flavia in una sola settimana ha fatto fuori ben due top 10 sbarazzandosi durante il cammino anche di una ex n.1 del mondo del calibro di Maria Sharapova (servono prsentazioni?) e volando così, sulle ali di un tennis potente preciso e convincente, verso la conquista di un sogno che la proietterebbe tra le più grandi tenniste italiane di sempre e forse i suoi meriti potrebbero espandersi ancora.
Dopo questa splendida vittoria la bella, brava e vincente azzurra è a soli 100 punti dalla 10° posizione mondiale e quindi nelle prossime settimane potrebbe verificarsi uno tra gli eventi tennistici più attesi di sempre dagli appassionati di questo sport. Sarà molto importante che Flavia mantenga la calma e non si faccia prendere dall’emozione e che non ceda all’enorme pressione di cui si è fatta carico. Il tennis che ha proposto a Los Angeles è di assoluta qualità ed è accompagnato da una forma fisica a dir poco straripante, tutto quindi sembra assolutamente alla sua portata e già all’imminente torneo di Cincinnati e poi negli attesi US Open, saremo in grado di capire se siamo prossimi al capolavoro.
La storia della brindisina, che forse un giorno avrò il piacere di descrivere, è un enorme dimostrazione di come si possa, nonostante le avversità della vita, arrivare a grandi livelli con l’impegno, la forza e il coraggio accettando di spingersi sempre più in là , di migliorare sempre di più il proprio gioco e la propria tenuta fisica e psicologica, di avere una mentalità vincente che sproni ad affrontare viaggi e partite su territori e superifici nemiche perchè non puoi pretendere di stare tra i migliori del mondo se non hai combattuto con loro ovunque e su tutte le superfici, se non li hai affrontati e nel perderci non ne hai tratto l’esperienza necessaria per migliorarti. Purtroppo questa mentalità ancora tarda a diffondersi nel settore maschile se è vero che nella settimana in cui il grande tennis si è spostato sul cemento americano, i nostri n.1 e n.4 erano a San Marino a giocarsi la finale dell’omonimo challenger e nel prossimo Masters 1000 di Cincinnati non avremo nessun azzuro in tabellone.
Spero quindi che Flavia possa diventare presto un prezioso esempio da seguire non solo per le sue colleghe attuali e future ma anche e sopratutto per il settore maschile che ormai da trenta lunghi anni è tristemente orfano di un top player.
Gianluca Storani
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