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Il paradosso di Roger Federer: è o non è il più grande di tutti i tempi?

Nelle ultime settimane si è parlato moltissimo nel mondo del tennis di come Roger Federer possa ritenersi a ragione o a torto il più grande tennista di tutti i tempi.

Tra gli appassionati, addetti ai lavori o semplici sportivi è emersa una discussione che chiaramente nessuno potrà mai ragionevolmente chiudere in un senso o nell’altro poichè di certo non esistono classifiche, ne proprietà comparative convincenti per confrontare la grandezza dei tennisti vissuti, sportivamente, in epoche diverse. Quindi per poter conferire il titolo di GOAT (ovvero Greatest Of All Time) a Roger Federer, alla fine tutto si riduce ad una forma di soggettività personale. Ma non è tutto.

Quel che di certo possiamo dire è che se valutiamo le vittorie che il 27enne atleta svizzero ha ottenuto in carriera, in ogni angolo del globo, su tutte le superfici, tra titoli dello slam e masters series e considerando poi i record eguagliati e sopratutto battuti – alcuni veramente pazzeschi come le 21 semifinali consecutive nelle prove dello slam – allora qualsiasi tennista di qualsiasi epoca potrebbe soltanto confermare il suo ipotetico titolo. Lo stile, la classe e l’eleganza nel gioco ma anche l’umilità e la lealtà dimostrata dentro e fuori dal campo completano il giudizio finale che pare senza dubbio meritato e mai fuori luogo.
Eppure in tutta questa magnificenza qualcosa ancora stona e purtroppo non è una stonatura da poco. La nota dolente per lo svizzero è sempre stata una nota di origine spagnola dal nome per lui sinistro di Rafael Nadal. Può un uomo solo impedire ad un re, dopo mille battaglie e mille trionfi, che egli venga ricordato, nella storia, come il più grande di tutti i tempi? Se facciamo un breve parallelo con la storia quella vera, scopriremo che anche colui che ai posteri viene ricordato come il più grande di sempre, durante la sua opera comunque subì quasi sempre una sconfitta o una serie di sconfitte che, al momento, minarono la sua fama, la sua gloria e la sua credibilità ma che poi si rivelarono come dei passaggi del tutto ininfluenti nella valutazione storica della sua grandezza. Nessuno d’altro canto potrebbe mai togliere un posto tra i più grandi conquistatori della storia ad Alessandro Magno, che pare, non fu mai sconfitto in battaglia. Ma anche se riuscissimo oggi a trovare testimonianze di sconfitte subite in serie, dal grandissimo condottiero macedone, magari in qualche passaggio oscuro delle sue eroiche missioni in Asia, la sua gloria rimarrebbe assolutamente intatta. Quel che restano alla fine sono i trionfi, le missioni portate a termine, i territori conquistati con la sagacia, l’astuzia, l’ingegno e il talento, attraverso la conoscenza dei propri mezzi, il saper leggere e mosse dell”avversario, l’essere lucido nei momenti chiave, il saper coinvolgere le masse, donare loro un esempio di uomo e di condottiero vincente. Tornando al presente e traslando tutto questo al mondo del tennis, come potrebbe un uomo solo dunque, porre dei seri dubbi sull’assoluta grandezza di Roger Federer? Apparentemente non potrebbe a meno che quest’ultimo non ne mini continuamente la grandezza, non solo battendolo sulla terra amica ma anche conquistando i suoi territori.
Al tennista svizzero resta quindi un ombra che dovrebbe al più presto eliminare per dissipare l’ipotetito dubbio storico. Rafael Nadal è stato l’unico della sua epoca, ad aver saputo contrastare e battere ripetutamente e su tutte le superfici l’aspirante Greatest Of All Time, arrivando a togliergli il titolo di “re” al n.1 del ranking mondiale e iniziando a rosicchiare parti importanti del suo impero sportivo a partire dal “suo” amato Wimbledon, senza contare l’evidente giogo psicologico che Federer ha sempre sofferto dinnanzi al forte giocatore spagnolo. Le battaglie vinte da Nadal su Federer inoltre, prima del suo infortunio, sono in totale di 13 a 7, e sembrano un vero abisso per chi ambisce al titolo di “Re dei Re”.
Come abbiamo visto se da una parte nessuno potrebbe negare a Roger di essere il più grande di tutti i tempi per – in estrema sintesi – trionfi e classe dimostrata, dall’altra Rafa ha comunque posto delle inquietanti ombre e delle giuste perplessità su questo suo status. Inoltre lo spagnolo prima del suo infortunio, stava marciando a ritmi di vittorie impressionanti e un pò tutti quanti ci stavamo domandando quante vittorie avrebbe mai potuto collezionare in carriera e data la sua giovane età, sembrava in prospettiva poter superare quelle dello svizzero, esploso solo all’età di 22 anni contro i precoci 19 dello spagfnolo.
La verità allora è che forse ci troviamo in una situazione storica unica e irripetibile nella quale possiamo ammirare in un sol boccone due grandissimi tennisti, uno già largamente affermato nell’olimpo dei più grandi di tutte le epoche e l’altro in grandissima ascesa e in predicato di divertarci. Com’è giusto che sia i due hanno inscenato grandi battaglie, regalando ai fortunati appassionati di questo sport fasi di gioco, se non intere partite, tra le più belle ed esaltanti mai viste. Vedere Wimbledon 2008.
Rafael Nadal come Roger Federer è un tennista talentuoso, umile e leale ma si contrappone allo svizzero per lo stile di gioco basato sull’estrema fisicità e su colpi in top-spin incredibilmente esasperati, assolutamente costruiti e irripetibili per chiunque, e quindi non esattamente della stessa bellezza stilistica dello svizzero. Questa grande esplosione fisica ha portato il mancino spagnolo più di una volta, ad essere, sospettato per doping ma più verosimilmente lo ha portato ad un logorio fisico insostenibile e quindi all’inevitabile infortunio.
In definitiva, in attesa di capire come e chi tra i due la storia porterà in gloria, a ben vedere sembra quasi che invece il tennis si stia preparando a proporre una versione sportiva dell’indimenticabile film di Sergio Leone “il buono, il brutto e il cattivo” dove il buono è Federer e il cattivo è Nadal. E il brutto? Ancora non è in scena o forse è appena entrato? Sarà forse Andy Murray?
Di certo se lo scozzese riuscirà ad entrare in questa storica rivalità trasformandola in una sfida a tre, forse veramente non dovremmo più curarci di capire qual’è stato il giocatore più forte di tutti i tempi ma, ed è meraviglioso, qual’è stata l’epoca tennistica più bella di questo straordinario sport, e magari la risposta è sotto i nostri occhi.
E allora, buon tennis a tutti!!!

Gianluca Storani

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