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Le pagelle 2009 dei tennisti e delle tenniste italiane

Con l’uscita di scena di Andreas Seppi in quel di Parigi nell’ultimo Masters 1000 della stagione, si conclude un’annata di alti e di bassi per il tennis azzurro. Con una sempre più grande  distinzione tra i meriti del movimento femminile e i demeriti di quello maschile.

Appare sempre più chiaro che il tennis in gonnella è l’unico traino che questo sport stà offrendo attualmente a sè stesso nel nostro paese. Di seguito le mie personali pagelle ai protagonisti di questa stagione.

Andreas Seppi
Ci sono alcuni aspetti, ritenuti fondamentali nel tennis, che accomunano Andreas Seppi con il suo amico Simone Bolelli e non è la loro più che apprezzabile amicizia ma quell’elemento troppo spesso determinante che prende il nome di “mentalità”. Andreas è un professionista impeccabile, ineccepibile e assolutamente oculato nelle scelte, negli allenamenti, nelle decisioni da prendere e raramente emerge il contrario di quella che tutti gli riconoscono come una professionalità fatta di lealtà e diligenza. Eppure dietro a questo suo modo di vivere il tennis spesso si nota la mancanza di un tassello fondamentale nel puzzle che compone la grandezza di un campione: l’istinto killer. Quella abilità cioè, di saper sfruttare l’occasione quando si presenta. Se una critica si può muovere al bravo tennista di Bolzano forse è proprio questa mancanza psicologica – caratteriale che a volte può determinare l’esito di un incontro, di un torneo e forse anche di un’intera carriera. Già perchè troppo spesso abbiamo assistito a partite, giocate dal bolzanino alla pari con i top-players e perse solo per un soffio.  In tal senso, le vittorie di prestigio oltre che migliorare la propria classifica fanno anche morale e costruiscono la motivazione e la certezza mentale, non solo di potersi sentire all’altezza della situazione, ma anche di potersela giocare in ogni contesto ci si trovi. L’altra mancanza di cui soffre Andreas  e che continua ad emergere, è anche la discontinuità di risultati che purtroppo a volte si palesa attraverso degli avvii di match negativi al limite dell’incredibile, che finiscono per annullare le sue effettive chance di vittoria. Personalemnte la cura di questo male sportivo, la andrei a ricercare di nuovo sotto la voce “mentalità”. Riuscire  finalmente a vincere partite di un certo calibro infatti,  farebbe senza dubbio da stimolo psicologico per sviluppare la mentalità vincente.
La stagione di Andreas ha avuto almeno tre acuti nei risultati, due semifinali negli ATP di Umago e Belgrado e una vittoria nel challenger di San Marino. Quella di partecipare al torneo del Titano è stata una scelta contestata nell’ambiente tennisitco per una colpevole mancata trasferta sul cemento americano ma che comunque gli ha fruttato punti importanti e sopratutto morale, senza il quale è difficile sperare di vincere sia in Italia contro avversariodi basso livello che in America contro i top players.
Per Andreas la prossima stagione si preannuncia ancora una volta importante per determinare la sua reale dimensione nel panorama del tennis mondiale. Anche se attualmente è sceso in classifica, in realtà Seppi ha tutto per poter competere ad alti livelli e se solo riuscisse a vincere qualche punto in più nei momenti che contano la sua carriera potrebbe finalmente virare verso i lidi tanto attesi e sperati. Ce lo auguriamo tutti e speriamo che ciò possa già accedere nella prossima trasferta Australiana.
Voto: 5

Simone Bolelli
Chiamato all’ennesimo anno della sua esplosione, il talentuoso tennista di Budrio è purtroppo incappato in un’altra stagione decisamente negativa, che di certo ne rallenta un’ascesa che in più riprese e contro avversari di rango, ha dimostrato di poter ampiamente meritare.
Ma il buon Simone non deve cedere alle lusinghe della disperazione e sentirsi definitivamente fuori dal tennis che conta. Assolutamente no, sarebbe un errore gravissimo. I colpi ormai gli appartengono e il suo gioco, piatto, profondo e graffiante può mettere in difficoltà chiunque, top players compresi. Quel che casomai manca, al ragazzo di Budrio è quella “voglia matta”, quella determinazione “assatanata” di vincere che permette nei match che contano, non solo di non aver paura, ma sopratutto di aggredire l’avversario con determinazione facendo sentire nei momenti topici il proprio peso non solo tennistico ma anche e sopratutto psicologico; e  nei match meno importanti di far capire all’avversario che di fronte a lui ha un giocatore che quando vuole lo può castigare, minandone le proprie velleità e convinzioni.
Simone come detto, ha tutto per poter ambire a piazze e a tornei di prestigio. Quel che fà la differenza ora e sempre nella vita e sopratutto nel tennis, è la determinazione al raggiungimento di un obiettivo. Se il giocatore rimarrà concentrato e crederà con tutto se stesso di poter arrivare dove sogna, avendo già il background costruito per lo scopo, ci arriverà. Quest’anno è stato come detto un anno deludente dove purtroppo non è riuscito a superare più del terzo turno nei tornei che ha disputato. Ha dovuto sopportare tutta la diatriba onestamente poco edificante con la Federazione, passare per la  chiusura con il suo coach storico Pistolesi e per la seguente riamminssione nella squadra di Davis; nel frattempo si è felicemente sposato e ha cambiato allenatore entrando nella scuderia di Piatti e tutto è fuggito via senza un acuto, come se il tennis, in fondo, fosse passato quasi in secondo piano. Sicuramente non è andata così, nessun tennista in cuor suo vorrebbe mai perdere, ma tutti questi avvenimenti lo hanno certamente distratto e non lo hanno aiutato a trovare quella calma e  quella determinazione necessaria per esprimersi al meglio delle proprie possibilità. Durante certe uscite, era evidente che qualcosa di esterno al tennis lo tormentava. Se il ragazzo è una persona sensibile, sono quanto mai comprensibili le sue difficoltà nel ritrovare la pace interiore smarrita. Ma ora che l’anno è finito, un nuovo inizio lo attende. Con il nuovo coach, la moglie, la maglia azzurra ritrovata e un nuovo tour alle porte, tutti noi speriamo e auguriamo a Simone un pronto ritorno al tennis che conta. Ci può arrivare e ci deve credere ora più che mai.
Voto: 4

Fabio Fognini
Dopo aver parlato del classico “vorrei ma non riesco” finalmente passiamo ad un più positivo “vorrei e ci stò provando” e spostiamo così  l’attenzione su di un giovane ragazzo che dopo tanto girovagare, dopo tanti infortuni e dopo tante prove sembra fnalmente vicino al momento della sua esplosione. Fabio Fognini ha 22 anni e se tennisticamente in Italia esiste un’età nella quale poter esplodere senza perdere treni importanti, questa attualmente sembra essere l’età del tennista di Sanremo. Certo non sono i 18 anni di Nadal o i 20 di Djokovic ma da queste parti ci accontentiamo, purchè esploda e faccia parlare di sè. Il talentuoso ragazzo ligure quest’anno è riuscito a migliorare la sua classifica di una trentina di posti e a chiudere così l’annata a ridosso dei primi 50 tennisti del mondo, un buon viatico per la prossima annata nella quale si spera ci siano meno qualificazioni e più partite nei tabelloni che contano.
Anche per lui spesso si parla di limiti caratteriali da non ricercare stavolta nella mentalità che sembra esserci tutta, quanto nella condotta morale che nel caso dei due tennisti di cui sopra invece risulta irreprensibile. Fabio infatti soffre troppo spesso di atteggiamenti poco professionali che in alcuni frangenti lo spingono a scatti d’ira che lo portano a rompere racchette o ad atteggiamenti al limite dell’indisponenza. Aldilà di questi aspetti, tutti da migliorare, il giovane tennista sembra essere dotato dei colpi necessari e sopratutto di un talento cristallino che spesso è riuscito a mettere in mostra con colpi di alta classe. I risultati di questa stagione parlano di una brillante semifinale raggiunta nel torneo ATP di Stoccarda, un terzo turno al Masters Series di Montecarlo (dove perse 76 64 da Murray), moltissime qualificazioni vinte (tra cui il Roland Garros), diversi “scalpi” importanti (tra cui quello su Davydenko) e una vittoria al challenger di San Benedetto. Ad oggi Fabio può pensare con un certo ottimismo alla prossima stagione dove potrà cercare conferme a questa positiva stagione e sopratutto tentare la scalata definitiva verso il tennis che conta. Tutti noi ce lo auguiamo, insieme a lui.
Voto: 6,5

Potito Starace
Parlare del buon “Poto” non è mai cosa facile perchè ormai è diventato una sorta di portabandiera azzurra; il suo modo di vivere il tennis e il suo carattere positivo e gioviale, spesso lo tengono al riparo da eventuali critiche, che invece possono e devono esserci. Sopratutto se parliamo di un giocatore che in più di una circostanza, durante la sua buona carriera, è riuscito a disputare incontri di un livello e di una intensità elevatissima contro i più forti giocatori del mondo. Come non ricordare per esempio le partite perse (perchè sempre così và a finire purtroppo) contro Nadal o contro Federer o contro Murray giocate con la testa, lo spirito da guerriero e le super smorzate millimestriche che solo lui sà fare? La critica da muovere in questo caso semmai è quella di non aver saputo sfruttare a pieno durante la sua carriera tutte le sue enormi potenzialità che avrebbero invece potuto proiettarlo verso risultati ben più prestigiosi di quelli che custodisce attualmente in bacheca. Il suo best ranking è fermo al n.27 e sinceramente fà un pò rabbia perchè avrebbe potuto ottenere molto di più. Starace quest’anno ha disputato la tipica stagione alla “poto” vale a dire tutta incentrata sull’amata terra battuta (sopratutto europea) dove nel circuito Challenger ha potuto raccogliere il solito bottino di punti e a una vittoria in quel di Torino. A livello ATP ha raccolto veramente pochino ma l’augurio, anche nel suo caso, è quello di poterlo vedere finalmente esplodere davanti ad una platea importante per raggiungere finalmente i traguardi di cui lui può essere capace. Ricordo in tale senso un’affermazione di un paio di stagioni fà nella quale il bravo campano diceva che aveva vosglia di dimostrare al mondo intero di che pasta era fatto. Allora Potito, hai ancora voglia di dimostrarlo? Coraggio, la nuova stagione è alle porte! Non risparmiarti in energie e in coraggio perchè spesso è proprio l’esperienza l’arma in più per vincere e tu, insieme al talento ne hai da vendere.
Voto: 5

Flavio Cipolla

Cosa si può dire ad un ragazzo come Flavio se non esternare tutta l’ammirazione e la più sincera meraviglia per quanto è riuscito a fare? Nel tennis moderno essere dotato di un fisico leggero e non da corazziere-bombardiere è un elemento che può determinare con una certa precisione un futuro nelle retrovie. Invece Flavio con coraggio, determinazione e una incrollabile volontà ha iniziato contro tutti e contro tutto a mietere risultati di tutto rispetto, e piano piano a scalare la classifica mondiale fino a raggiungere il suo best ranking fermo dal luglio scorso alla poltrona n.99 della classifica ATP. Probabilmente questo potrebbe essere stato il suo momento migliore, l’apice di quanto di meglio ha potuto estrarre da se stesso e dal suo tennis fatto di varianti, tagli e rifiniture d’altri tempi ma allo stesso modo così bello e divertente da rimpiangerne la sua scomparsa a favore degli attuali “fabbri” da fondo campo. In questa stagione il buon Flavio ha ottenuto ottimi risultati a inizio anno quando prima a Chennai e poi agli Australian Open ha superato, qualificazioni comprese, diversi turni battendo anche giocatori di una certa caratura come Wawrinka e Tursunov. Poi si è qualificato a Dubai e al Master Series di Montecarlo battendo Nieminem e Starace e più tardi ha ottenuo un quarto di finale nel torneo ATP di Belgrado. Da qui è sceso il buio che ne ha rallentato l’ascesa e sono arrivati invece  una serie infinita di primi turni dovuti probabilmente a dei fastidiosi dolori al polso e agli adduttori, dei quali non si è più liberato. Ciò non gli ha però impedito come detto, di fare best ranking e di guadagnarsi successivamente la meritata convocazione per la Coppa davis.
Anche a lui auguriamo il meglio per la prossima stagione, che certo inizierà in salita per i punti importanti in scadenza ma se siamo tentati di dire che “tanto non riuscirà più a risalire” allora pensiamo un attimo a quante volte invece ha saputo sorprenderci regalandoci momenti di grande gioia sportiva, fosse soltanto per la simpatia e la limpidezza di un ragazzo semplice che ama come tutti noi questo meraviglioso sport.
Voto: 7,5

Paolo Lorenzi
Come non citare questo meraviglioso tennista nelle pagelle di fine anno? Il suo attuale ranking parla di una posizione assolutamente sorprendente, a ridosso dei primi quattro d’Italia e di una stagione costellata di ottimi risultati e di continue conferme e vittorie. Come per il già citato Flavio Cipolla, anche per lui si può parlare di una grande sorpresa e di come, in fondo, la passione possa sempre portarti lontano a dispetto di tutto. Attualmente alla poltrona numero 83, l’anti-divo del tennis “minore” italiano (così è stato ribattezzato) ha saputo con continua e lucida determinazione costruirsi un gioco concreto e solido che, pur senza brillare in termini assoluti, riesce lo stesso ad offrire quanto basta per giocare e vincere i tornei del circuito Challenger. Così quest’anno il bravissimo tennista di Siena ha saputo raggiungere per ben 7 volte la finale in altrettanti tornei, riuscendo a trionfare in ben quattro circostanze e arricchendo il tutto con  qualche “scalpo” di prestigio come quelli di Philipp Petzschner, Yen-Hsun Lu e Guillermo Canas. Una stagione quindi assolutamente esemplare che di fatto potrebbe finalmente spalancargli, le porte di un altro mondo ben più luminoso ma anche difficile, il mondo del tennis che conta, il mondo del tennis della grandi platee a cui ogni tennista giustamente ambisce. Il prossimo anno sarà dunque un banco di prova importante e fondamentale per Lorenzi perchè dovrà dimostrare di saper rimanere tra i primi 100 giocatori del mondo cercando possibilmente, di raccogliere i punti nei tornei che contano dove anche solo un terzo turno può valere quanto un intero torneo minore, dove una vittoria di prestigio lusinga una carriera intera e dove giocano i più grandi tennisti della propria epoca.
L’augurio quindi è quello di vedere il bravo Paolo mantenere il suo status attraverso delle prove convincenti nei tornei ATP con la sua proverbiale capacità di ribattere colpo su colpo, di lottare su ogni palla, di rincorrere la vittoria e il sogno di una carriera finalmente sotto i riflettori (degli appassionati). E magari di tingere il tutto di azzurro.
Voto: 8

Flavia Pennetta
La regina del tennis Italiano. Semplicemente colei che da sola ha tenuto in vita tutto il movimento tennistico Italiano attraverso il coraggio, la volontà, la determinazione, affrontando e vincendo ogni sfida, anche quelle più difficili e apparentemente impossibili da raggiungere. Flavia Pennetta è tutto questo e quest’anno si è finalmente presa tutto quello che ha potuto e lo ha fatto vincendo meritatamente sul campo, conquistando ogni singolo punto e ogni singola vittoria col sudore e con quella voglia matta della quale lei sì, ne è in totale possesso. Di questa pazza pazza pazza e memorabile stagione ricorderemo almeno tre eventi: la vittoria in estate al prestigioso torneo di Los Angeles, l’essere salita – prima tra le tenniste italiane di ogni epoca – al numero 10 della classifica mondiale e il trionfo finale in Federation Cup insieme alle colleghe Italiane. E poi come non ricordare tutto il resto della stagione costellata da buonissimi risultati (e da memorabili “scalpi”) come i quarti di finale agli Us Open, le semifinali nei tornei di Linz, New Haven, Cincinnati, Stoccarda e Bastad, la vittoria di Palermo e la finale di Acapulco. Insomma Flavia si è finalmente consacrata tra le top players con un gioco tutta grinta, coraggio e determinazione (memorabile il match vinto contro la Zvanareva dopo aver annullato ben 6 match point alla russa che poi è letteralmente franata per non dire  “impazzita”) che, a dispetto dell’età gli ha permesso di raggiungere traguardi ragguargevoli e assolutamente impensabili solo qualche stagione fà, quando tutto sembrava volgere al peggio.
La prossima stagione Flavia è chiamata a confermare quanto di buono fatto, non sarà una stagione facile non solo per la quantità di punti che dovrà difendere ma anche perchè nel frattempo sono tornate sulla scena molte interpreti di livello che si erano ritirate come La Clijsters, la Henin e la Sharapova che ben presto torneranno ai loro posti nel ranking.
Adesso però, con tutti questi successi raggiunti speriamo che la Pennetta possa essere da esempio e possa fungere da traino per tutto il movimento tennistico italiano, sopratutto per coloro che hanno bisogno di poter vedere davanti ai loro occhi un sentiero da seguire, un esempio da emulare, una campionessa da ammirare. Grazie Flavia.
Voto: 10 e lode

Francesca Schiavone
Si potrebbe pensare che da qualche tempo a questa parte la leonessa viva all’ombra della Pennetta. Se da una parte  i risultati straordinari, le vittorie e il clamore non solo mediatico che hanno seguito le imprese della brindisina hanno finalmente riaccesso i riflettori sul tennis italiano, dall’altra hanno senza dubbio spostato l’interesse generale lontano da altre tenniste che, come lei, hanno invece lottato e contribuito negli anni alla crescita di questo meraviglioso sport. Magari è anche vero che la Schiavone possa essersi sentita d’un tratto, un pò soffocare dall’ombra della campionessa brindisina ma se questo poi ha portato a vivere le sfide del tennis con rinnovata energia e voglia di fare, allora ancora una volta il tennis femminile ci può donare un’altra meravigliosa favola da raccontare. Già perchè poi la leonessa, forse pungolata o forse no da questa rivalità, ha iniziato a raccogliere successi e a ritrovare quella proverbiale grinta che ultimamente gli era mancata. Così questa estate  l’abbiamo ammirata gioire e soffrire nel torneo più prestigioso del mondo, quello di Wimbledon, dove sulla sacra erba inglese è riuscita ad issarsi fino ai quarti di finale e poi ancora a fine stagione l’abbiamo vista trionfare in quel di Mosca dove è tornata finalmente alla vittoria 2 anni dopo l’ultima affermazione.  La vittoria alla Fed Cup è infine arrivata a coronare una stagione assolutamente da incorniciare, anche per lei che non può e non deve essere dimenticata ma casomai affiancata al nome della Pennetta.
La prossima stagione Francesca è chiamata anche lei a difendere i tanti punti conquistati ma a dispetto della brindisina il suo impegno è meno gravoso. Certo, l’età un pò si fà sentire ma non è mai troppo tardi, sopratutto quando sia ha dalla propria l’esperienza, per sperare in qualche grande altra soddisfazione magari in uno slam, magari per superare Flavia laddove ancora non è riuscita.
Voto: 8,5

Gianluca Storani @TennisPassion


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