diario fotografico

L’estate 2015 sta volgendo al termine e qualcuno potrebbe aggiungere “finalmente!” visto il calore al limite del sopportabile di cui è stata capace.

A livello fotografico posso dichiararmi molto soddisfatto da questa lunga stagione perché sono stati mesi pieni, vissuti intensamente, nei quali ho scorazzato in lungo e in largo per la provincia in cerca sopratutto di paesaggi, di visuali quanto più ampi possibile, riuscendoli a trovare un po’ ovunque, dal mare alle colline, fino alle montagne. Sono grato di vivere in un luogo che offre una così ampia varietà di bellezze naturali raccolte all’interno di una sola provincia, quella di Macerata. Il mio obiettivo è di testimoniare questa grande bellezza attraverso quella sensibilità che solo attraverso la fotografia riesco a trasmettere.

Inutile quindi affermare che la mia più grande passione in ambito fotografico è la fotografia paesaggistica dato che sono questi gli scenari che catturo maggiormente e che condivido di più. Durante tutta la bella stagione ho sperimentato un tipo di fotografia nella quale quasi mai ho incontrato un cielo nuvoloso o situazioni di tempo instabile, sia perché di perturbazioni ce ne sono state veramente poche, sia perché era mia intenzione uscire solo col buon tempo e col cielo quanto più possibile terzo e sgombro di nubi. Sento di aver fatto molto, di aver sperimentato molto e di essere pronto ad avventurarmi in altri contesti. Con l’arrivo dell’autunno sarà allo stesso tempo un piacere ed una sfida iniziare a familiarizzare con tutto ciò che la natura può frapporre fra me e l’obiettivo: pioggia, nubi, nebbia, neve, fulmini e quant’altro.

Nel frattempo prosegue molto bene anche la curva di apprendimento con i vari software di post produzione, confrontando le prime foto pubblicate anche su questo blog con le ultime sono davvero evidenti i passi in avanti. Così come per le foto in bianco e nero, le foto in notturna non sono sicuro che possano piacermi, sopratutto alcune che impongono un lavoro di post produzione importante e più scatti ripetuti sullo stesso soggetto. Preferisco, come dire, un tipo di fotografia più diretto e meno elaborato, credo per adesso di ritenermi un fotografo che lavora essenzialmente dall’alba al tramonto e con poche ma essenziali “manovre” in post produzione.

A presto,