L’albero cade a terra (e per poco non mi prende)

Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce.

Lao Tzu

Mai fin qui, mi era capitato di vivere situazioni pericolose. Sì, magari qualche postazione bella scoscesa su cui mi sono arrampicato non senza qualche brivido (tipo questa), o qualche animale poco entusiasta nell’incontrarmi (tipo cani o cinghiali), o piuttosto qualche strada ghiacciata d’inverno (magari su per le montagne), ma mai nulla di particolarmente pericoloso. Le Marche d’altra parte, non sono esattamente note per essere il set preferito da Bear Grylls, e nonostante questo a casa mia “la prudenza non è mai troppa” (cit.).

L’altro giorno invece la vita ha voluto inserire un po’ di brio alla pacifica vita di provincia fin qui raccontata, e così mentre passeggiavo nel boschetto urbano del mio quartiere (che Rambo scansati proprio), dopo qualche secondo dal mio passaggio (3, forse 4) un albero crolla rovinosamente a terra, emettendo anche un bel po’ di rumore. Si trattava di un esemplare già morto da tempo che per molte settimane (forse mesi) si è appoggiato tra i rami di un altro albero senza mai cadere del tutto, anche se in evidente equilibrio precario.

Stupore e timore per lo scampato pericolo sono stati i primi sentimenti che ho provato ma ancora adesso mi domando come sia stato possibile che il Comune di Macerata non sia mai intervenuto a sistemare quella macroscopica situazione di pericolo che ormai da tempo incombeva sulla testa di quei cittadini che come me frequentano abitualmente quel sentiero.

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