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L’aria profumava di resina, di buono, di legna, l’erba era tenera sotto i piedi …e poi ad un tratto era buio… e le fiamme a poco a poco sparivano e i fuochi ad uno ad uno si spegnevano.
D. Carmignani

Nel giorno di martedì grasso, nella tradizione popolare, esisteva un’usanza molto diffusa nelle campagne, che avveniva all’imbrunire e durava fino al calar della notte, che consisteva nel bruciare la legna, formata da rami o arbusti, per fare il falò di Carnevale.

Non era un divertimento ma piuttosto un rito propiziatorio, molto partecipato e sentito, per l’annata che doveva venire, per la natura che stava per rinascere e per la primavera che era dietro l’angolo.

Durante questo rito i campi ad uno ad uno si accendevano come tante luci che si rincorrevano l’una con l’altra in un susseguirsi che rischiarava l’imminente notte.

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Falò di Carnevale - Gianluca Storani Photo Art (ID: 4-4483)
Falò di Carnevale – Gianluca Storani Photo Art (ID: 4-4483)